domenica 3 aprile 2011

9 UNA DOMENICA BESTIALE

UNA DOMENICA BESTIALE

L’agriturismo
Non quello con le mucche ed i maialini, con l’orto pieno di fave e di piselli, il vigneto sulla collina a destra e l’uliveto per fare l’olio buono a sinistra.
E con tanti filari di faggi di qua e di là.
Non quello tipo la pubblicità del mulino bianco con la ruota che gira o quelli che vedi dall’autostrada tra sentieri di cipressi sulle colline tra l’Umbria e la Toscana.
No. Io parlo dell’agriturismo della domenica, quello che trovi appena fuori città e che sono spuntati come funghi negli ultimi anni.
 Quello che si esce al terzo casello dopo la tangenziale, che ti accoglie con il classico vecchio carretto abbandonato appena entri e con il pozzo finto in mezzo al cortile con il secchio al centro che dondola.
Neanche una gallina.
Come animali c’è solo un vecchio cane che gira lentamente tra gli avventori come un pensionato ai giardinetti ed un vecchio mulo legato ad un albero che i bimbi vanno ad accarezzare.
Quello che il pranzo tutto compreso costa 25 euro e ti abboffi come un porco.
Quello che ci vanno le famiglie al gran completo compreso il nonnetto tutt’ossa amorevolmente sorretto dalle braccia forti del figliolo con la panza.
Gli antipasti vengono serviti all’aperto sulle botti che quando è ora di pranzo suona la campanella e tutti scattano come a lascia o raddoppia. E’ tutto self-service ossia te lo prendi e te lo porti al tavolo.
La solita zuffa si scatena vicino al vassoio dei crocché e delle palle di riso che finiscono subito. 
Un tenero ed obeso papà molla un leggero (ma non tanto) scappellotto al figliolo reo di non aver fatto in tempo a “prelevare” gli ultimi arancini: “strunz, te fatt fa! (stupido, ti sei fato fregare!)”
Il capo cameriere fa un po’ paura ai bambini più piccoli tant’è grosso e peloso.
Il proprietario invece è proprio un angioletto. Quando vai a pagare ti chiede che hai preso e mentre tu tenti di dirglielo lui ti strappa la ricevuta e fa:”comunque so’ 25 euro a persona”. In mezzo ai peli del petto, appena coperto da un pesante crocifisso in oro, emerge un tatuaggio con scritto: “cella 37 mamma perdonami”. Che tenero!
Insomma sto parlando dell’agriturismo nato apposta per le massaie che non vogliono cucinare e non vogliono fare i piatti la domenica; quello che se chiedi al cameriere “scusi, che vino c’è?”, quello ti risponde, se ti va bene, “ bianco o rosso?”.
Quello che ti abboffano con 50 antipasti al punto che sei sazio ancor prima di cominciare.
Quello che quando arriva la porzione di lasagna già ti senti male e cominci a cercare il bagno.
Che non sai dov’è. Ma lo capisci subito dalla fila e dalla puzza di urina che sale.
Sembra di stare sull’intercity Palermo-Torino all’altezza di Genova a giudicare dai rotoli di carta igienica srotolati in ogni dove.
Nonnette con il bastone, coppiette di fidanzati, passeggini pieni di bambini, una mamma che allatta su una sedia di paglia, le suore del gruppo parrocchiale di S. Antonio, qualche bimbo che gioca a pallone. Altre mamme, esauste ancor prima di cominciare, fanno fare la pipì alla figlioletta, tra il primo ed il secondo, tenendola in braccio sotto l’albero di ciliegio.
Vassoi di improbabili alici marinate sembrano attirare solo qualche vespa. Ma che, comunque, finiscono subito.
Timballini di maccheroni, fette di pizza con il sugo rinsecchito, frittatine di cipolle, sottaceti di ogni tipo, polipi all’insalata, insalata di mare, cozze al graten, peperoni arrostiti con tutti i semini….
Quanta roba!
Dopo il tris di primi, tra cui spiccano quintali di pennette al pomodorino fresco dove non vedi altro che pellecchie di pomodoro, arriva il tris di carne.
Polli al forno, salsicce arrostite, pezzi di agnello e costolette di maiale arrostiti. Una vera novità!
Che galleggiano in un mare di olio di semi vari in cui non c’è traccia di olive nemmeno nel dna. Tanto per cambiare.
Alla fine del pranzo c’è anche la porzione di tiramisù e l’immancabile caffè ed ammazzacaffè.
Ci si saluta con la mancia al parcheggiatore abusivo che vuole un euro in cambio delle chiavi della tua macchina.
Poi si ritorna tutti a casa pronti a buttarsi sul letto ed a vedere la partita.
Domani è un altro giorno, si vedrà!

9 commenti:

  1. che vino c'è? bianco o rosso..... troppo forte

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  2. Se mai ne fossi stata tentata, mi hai messa sull'avviso proprio bene :)))
    E' verissimo che sono spuntati come i funghi questi pseudo-agriturismi, evidentemente ci andranno in molti, magari convinti di mangiare biologico...
    Ciao Gianni, sei sempre un mito!!!
    Lara

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  3. Ciao Gianni...come stai?
    Mal di pancia dopo tutto quello che hai mangiato?:))
    Scherzo.
    Hai fatto un bel post...molto schirtto e determinato nelle parole.Bravo!
    Che dire...hai ragione...è capitato una volta anche a me una cosa simile.
    Quindi abbiamo deciso con amici o parenti...se si decidesse di uscire...portare tutto da casa...vino compreso.
    Oddio a rileggere tutto sto manicomio mi viene l'orticaria!!ahahahah!
    Sempre unico!!bravo!
    Un caro abbraccio.
    Serena giornata.:)

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  4. ops...ho sbagliato una parola invece di(scritto)ho scritto(schirtto).
    Capita...:)
    Un sorriso.:)

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  5. la cosa più stronza è quando dicono di produrre loro quello che ti danno (a caro prezzo), e poi la settimana dopo li vedi nel parcheggio dell'Iper che caricano il furgone...

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  6. Sembra di stare sull’intercity Palermo-Torino all’altezza di Genova a giudicare dai rotoli di carta igienica srotolati in ogni dove.
    Ahahahah!
    Sai...conosco una persona genovese.
    Ma è di una zozzeria!!!
    Praticamente mangia e ha atteggiamenti strani.
    Sta bene econimicamente...ma le piace andare in giro come una stracciona...macchina imbrattata di patatine a destra!macchie d'urina di cane sui sedili!!e non ti dico poi nella sua borsa!!in testa sebra che abbia il grasso delle padelle!!!
    Oddio!mi hanno detto che in una gita ha voluto portare i suoi amici in un agriturismo a mangiare!!
    Era pietoso!!
    Lei mangiava di tutto con mosche che gironzolavano ovunque in quei piatti!!che schifoooooooo!!
    I bagni che è meglio non parlarne!!
    Dio che schifooooooo!!
    Questa persona ripeto sta bene economicamente!ha una casa da urlo!!ma è zozza!!
    Gianni ti ci porto io qui in puglia in un posticino a te e la tua famiglia...dove si mangia bene!
    Oppure cunino io!son un ottima cuoca...siete miei ospiti!
    Un abbraccio.
    Sarà mica parente di quei cuochi?hihihihi!!!

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  7. frequento poco gli agriturismi, però ho un'amica che ne gestisce uno. Da lei è sicuro che gli animali arrivano dal suo cortile: li alleva,li ho visti e sono proprio tanti!!

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  8. @ 1 su 60.387.000 – Ciao. In merito al vino, in questi posti, fanno una domenica il rosso e l’altra il bianco. Ahah! Ciao.

    @Lara – Si credo che di biologico da quelle parti ci sia solo la fossa. La fossa biologica appunto. Nient’altro.
    Ciao Lara.

    @Giusy –A Napoli, per fortuna, si mangia divinamente. Basta andare in posti diversi da quello che ho descritto. A volte, come dici, basterebbe almeno che fossero puliti!
    Grazie dell’invito nella tua splendida Puglia. Sono convinto che sei una un’ottima cuoca.
    Quando sarà, preferirò senz’altro venire a pranzo da te anziché capitare in qualche agriturismo come quello del post. AhAhAh! Ciao Giusy.

    @Zio Scriba – Ciao Nicola. Quanti imbrogli e sofisticazioni dietro al “biologico” di cui tanto si parla. Dalle mie parti la mozzarella di bufala è eccellente ma ... temo proprio che non contenga alcuna traccia di latte italiano. Figurarsi quello di bufala!
    Di bufale insomma … ce n'è proprio tante in giro! Ciao Nic.

    @Angelo Azzurro – Un’amica preziosa la tua e … da non perder di vista assolutamente! Ciao Angelo.

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  9. la partita almeno... se indovino la squadra per cui fai il tifo! :)

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