martedì 22 marzo 2011

17 LUNGHERIA

Lo so che si scrive l’Ungheria. Ma dopo capirete perché è scritto così!

Mio padre e mia madre hanno sempre cercato, come tutti i genitori, di vedere la famiglia unita e festante, con tutti i  figli riuniti con le rispettive famiglie e tanti nipotini che giocano.
Quando poi ci si riuniva a pranzo per qualche occasione, mio padre andava in brodo di giuggiole; mia madre un po’ meno per via delle faccende in cucina e della fatica che doveva fare per preparare.
Mentre le donne apparecchiavano nel salone, ogni tanto si sentiva qualche bomboniera cadere o  qualche bicchier andare in pezzi.
Erano i nipotini briosi e pieni di vita che, giocando, rompevano tutto.
Mia madre allora protestava dolcemente minacciando improbabili sculacciate mentre mio padre le faceva il controcanto dicendo “e lasciali giocare … sono bambini …basta che non si fanno male!”
Ma la confusione più grande e fastidiosa la facevano le mie cognate.
Si dice “purché non si facciano male” non “basta che non si fanno male”.
Due vipere. Ogni parola scambiata tra loro era un missile terra-aria con relativa contraerea.
In eterna competizione.
Una fu soprannominata “Barbie luci di stelle” per via dei capelli biondi e delle gambe magre.
L’altra, invece, “Mbrellin e seta” (ombrellino di seta) per via dell’atteggiamento da saccente colta e raffinata.
Oggi, dopo qualche tempo, sono più tranquille. Ma qualche anno fa erano agguerrite.
Entrambe professoresse di lettere e filosofia in due diverse scuole superiori molto blasonate della Napoli bene.
Per decantare le proprie virtù si beccavano continuamente a chi era più brava, più coscienziosa, più bella. Ed allora volavano frasi del tipo “i miei alunni mi portano i fiori, i miei alunni sono tutti bravissimi, i miei alunni mi dedicano le poesie” e così via.
Poi, quando esaurivano l’esibizione delle proprie virtù, cominciavano con quelle dei mariti la cui bravura professionale li portava ad essere chiamati al cellulare anche di notte o mentre erano in vacanza dai loro pazienti che si fidavano solo del proprio dottore.
Mio padre di tutta questa potenza di fuoco esibita ne era più che felice.
Per lui era la prova provata della gloria conseguita, del successo raggiunto.
I figli medici e le nuore insegnanti! Cosa vuoi di più dalla vita!!!!!!!
Un giorno le due iene, dal momento che le loro ostentazioni di intelligenza e di sapere  non sortivano alcun effetto su di me, mi puntarono.
Come un gatto punta il topo.
Avevo sempre sostenuto che i loro saperi erano superficiali e nozionistici, che la loro cultura era didascalica e che a loro mancasse il talento che hanno i buoni comunicatori ovvero la capacità di saper divulgare e catturare l’attenzione.
Tentarono per l’ennesima volta di dimostrare che mi sbagliavo e che loro erano delle scienziate.
Ma stavolta fui io a fare loro due domande di cultura generale che le mandarono in crisi.
A “Barbie” chiesi il nome della città più corta del mondo.
A “Mbrellin e seta” chiesi il nome della nazione più lunga.
La cosa accadde nella pausa tra i conchiglioni imbottiti al forno ed il roastbeef con i pisellini.
Si guardarono negli occhi con aria interrogativa. Indiavolate.
Cominciarono impaurite a dire improbabili nomi di città e di nazioni.
Ma io dicevo sempre che le risposte erano sbagliate.
Tutta l’attenzione degli astanti si riversò su di loro.
Mio padre e mia madre mi lanciarono uno sguardo che implorava di non infierire.
I due gioielli andarono finanche a consultare una vecchia enciclopedia ed i vecchi libri di scuola abbandonati negli scaffali.
Quando ritornarono a sedersi era arrivato il turno delle polpette con contorno di patatine fritte.
Le due iene apparivano sull’orlo di una crisi di nervi e tutti le guardavano in attesa di una risposta che non arrivava.
Dalla rabbia Barbie, nel tagliare una delle deliziose polpette al sugo di mia madre, la fece rotolare dal piatto al centro della tavola apparecchiata tracciando una lunga scia di sugo rosso e denso sulla tovaglia immacolata di lino della nonna. “Il borotalco, presto, il borotalco!”
Poi cominciarono tutti a guardare me.
Stremate, dissero in coro: “Basta! Adesso vogliamo sapere la risposta!”.
Ed io allora, come un pavone che fa la ruota, risposi:
La città più corta del mondo? CORTINA
La nazione più lunga del mondo? LUNGHERIA

17 commenti:

  1. Bel teatro comico familiare , le due cognate sono dipinte col pennello, sei sicuro che non leggano il tuo blog ? sennò so' cazzi!

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  2. Muahahahah!!Oddio che mal di pancia!!sto ridendo da matti!Tattica la tua molto tagliente!!!
    Questo c'insegna che non dobbiamo tirarci tanto il calzino...non dobbiamo fare sempre la parte dei saputelli eppoi ritrovarci con uno come te che improvvisa con delle domande....ahahahah...e ci fanno la figuraccia di merda!
    Oddio sei tremendooooooooooo!!ahahah!!!povera mamma la tovaglia!oddio Gianni ho le lacrime dal ridere!!
    Tremendo sei tremendo!

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  3. @vitamina - ciao cara il teatrino comico è pieno di scenette delle cognatine che, sia pur un pò ammosciate, continuano ancora. Con le cognatine ho rotto da un pò e non conoscono il blog. Spero, per loro, che non lo scoprano mai!!!

    @Giusy - Ciao Giusy. Ci rido ancora anch'io come stai facendo tu. Per questo ed altri episodi.
    Credo proprio che non mi sopportino più!
    Rido con te. Ciao-

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  4. E la città più nevrotica del mondo? La Paz!
    Mitico Gianni!

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  5. Per quello all'epoca, cioè ai miei 18/20 anni , i paesi più "sexi" erano Busseto e Chiavari .Ah ah.

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  6. Mi ritrovo a provare una forte antipatia per queste tue cognate che neanche ho mai visto :)
    Ma tu le hai delineate così bene che mi sembra di averle davanti...
    Bella burla (o giusta vendetta) la tua!!!
    Un abbraccio comprensivo :)
    Lara

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  7. Ahahahahh!!Gianni sei un mito!!!

    Anche io come Lara mi sembra di vedere e provo lo stesso sentimento!!
    Lo stesso che provo per le mie! Pensa che una di loro la chiamo Cortina D'ampezzo e tanto e bassa quanto stronza!

    GRANDE!!

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  8. Sei stato grande! Chissà che travaso di bile nelle tue cognatine! ...Non temi rappresaglie?

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  9. Ma un risolino, nervoso, l'hanno fatto....
    e i tuoi fratelli le sopportano ancora?
    Uno spasso, la venderò.
    Cristiana

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  10. hahaha non siamo soli in questo mondo!!!
    vuoi pure i miei?

    ciao

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  11. MI chiedevo, il giorno dopo , come sta Barbie luci di stelle.

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  12. Passavo per un dolce saluto...ma dimmi:
    Le streghe...ops le cognate?come stanno?hihihiiii!
    Imbalsamarle no??naaa!!sarebbero poi troppo troppo originali!!muahahahahah!

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  13. @tutti - grazie ma non preoccupatevi delle ritorsioni delle cognatine. Dalle loro parti (nel vesuvio) non è ancora arrivato l'adsl.


    @ ́ ́ ̄`··.Giusy.·`·. ̧ ̧.· Dopo tutto il veleno delle due vipere, sento proprio il bisogno del .... tuo dolce saluto. Grazie del conforto.

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  14. Lo stile è come il talento, non c'è cultura che tenga....ahahahahah!!!!!!!....Grandioso

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