domenica 13 marzo 2011

19 IL TEAM


Non amo lavorare in team e, per fortuna, il lavoro che faccio non lo richiede espressamente.
Ma, ogni tanto, è successo anche a me ed allora ho dovuto, mio malgrado, far parte della “squadra”, del “gruppo”.
Non sono affatto un tipo solitario e taciturno, sono allegro e mi piace socializzare, loquace e pieno di verve.
Ma, come dire,  mi piace socializzare ad un certo livello o, comunque, in qualsiasi modo purché non si debba gareggiare.
Non mi piace la competizione, l’ostentazione delle proprie abilità, l’esibizione dei propri saperi, il tendere trappole al collega, cercare di conquistare l’altro sesso con lo sguardo fico o fare matematicamente il simpatico con la più bona di tutte che non ti si fila proprio per niente perché vuole mettersi col capo supremo.
Perché a questo, alla fin fine, si riduce un gruppo di lavoro.
Ad un campo di rugby in cui, dopo l’inno nazionale, le strette di mano e le pacche sulla spalla, ci si assesta dei bei calcioni negli stinchi e, se capita, ci si spezza volentieri una gamba.
La prassi ormai è consolidata.
Il mega capo, che non capisce mai niente ed è sempre tonto come una capra, sceglie i tipi che secondo lui sono quelli più adatti a formare il team e li nomina come all’isola dei famosi. In seguito gli basterà mettere zizzania tra gli elementi del gruppo un giorno si ed uno no per metterli in competizione tra di loro ed assicurarsi il massimo rendimento.
Questi che la mattina arrivano in ufficio come dei marines che sbucano dall’acqua in tuta mimetica e con il coltello tra i denti pronti a sbranarsi con un bel sorriso ebete stampato in faccia.
Prevedibili come il tuono dopo il fulmine.


Le femminucce, dopo i primi giorni trascorsi a scambiarsi ricette ed assorbenti, cominciano a formare piccole squadre per finire, piano piano, a tessere ognuna la propria rete per accaparrarsi il maschio dominante di turno da esibire successivamente come trofeo alle altre a cui raccontare tutti i particolari intimi degli amplessi consumati nella stanza della fotocopiatrice abbandonata.
Si comincia con i sorrisetti, poi si passa all’amicizia su facebook fino al caffè insieme tutti i giorni. Infine il colpo di grazia. Mentre non te lo aspetti ti si avvicina e appoggia “per caso”, con “nonchalance”, un seno caldo sulla tua spalla per indicarti che il grafico a torta è meglio non farlo perché con l’istogramma 3d si evidenzia meglio l’obiettivo conseguito. A quel punto sei fritto!
Quella bella terza taglia coppa C abbondante con un capezzolo duro come un chiodo da 9 mm. ti ha già bucato il cervello.
Gli ormoni ti partono come un embolo e ti suicidi lanciandoti da solo come un cretino nella sua rete ormai incapace di intendere e di volere.
Il team intanto va avanti. Le storie ormai sono partite. Dopo un mese ci sono già le due fazioni di riscapoli e riammogliati.
Quelli non selezionati come titolari per il bunga bunga principale restano in panchina come riserve a fare da sfogatoio a Marina che parla male di quella zoccola di Rosa che, all’improvviso, sculettando appare sulla porta sfoggiando l’ennesimo tailleur di camomilla preso in saldi l’anno prima: “Ragazzi chi viene a mangiare la pizza con noi? “. Tutti ad alzare la mano “io, io, io…”
Dove lavoro? Non ve lo dico.
Cià cià cià!

19 commenti:

  1. All'inizio della lettura del tuo post, mi veniva in mente il famoso "Divide et impera".
    Poi, proseguendo nella lettura, mi sa che sia invece il contrario :)))
    Ciao Gianni, buona domenica!
    Lara

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  2. L'amarissimo che fa benissimo! Analisi molto sagace e divertente , sono contenta di vedere che i cattivi pensieri non vengono solo a me, ieri ho lasciato un commento di cui mi sono vergognata un pò, ma poi ho detto : Ma se lo penso perchè non scriverlo? perchè lasciare solo immagini patinate di sé? Bravo Gianni , sono d'accordo e mi sembra di essere lì!

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  3. Ma che bella cronaca di un giorno di ordinaria... onestà!
    Che bell'ambientino.. complimenti! Ecco perché ogni tanto si sente sei sei un poco "rabbioso".. lavorare così non deve essere per niente facile!

    Più sento di certi ambienti più son contenta di starmene a casa a fare la casalinga! IO che non sono ne competitiva ne bella.. sai che fine farei?!?

    Bravo Gianni, bel report!!

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  4. Bel post. Mi è successo a volte al lavoro di vedere situazioni simili a quella che descrivi, e mi sono sempre parse penose. Ma perchè tutto questo agitarsi, tramare, mentire, fingere... Si sta tante ore al lavoro..perchè non viverle in armonia...già si deve lavorare...E poi perchè? Tanto farai la carriera che il capo ha deciso per te, mica di più. Quindi, lavorare sì, con serietà e impegno, ma in modo "pulito"

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  5. Sante parole. E comunque se nel tuo ufficio c'è Claudia (miss febbraio), va beh, faremo sto sforzo di lavorare in team.
    Cià cià cià!

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  6. Ufficio che vai, situazione che trovi :O)
    Anch'io am(av)o lavorare sola piuttosto che in team. Certe situazioni "imbarazzanti" erano perlomeno evitate

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  7. Molto comune negli ambienti di lavoro ,questa tua descrizione.Piacere di fare la tua conoscenza(ho letto molte volte dei tuoi commenti in blog amici)e rispetto il tuo pensiero lasciato sul mio blog.Ti auguro una buona serata;saluti a presto

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  8. Ciao cavaliere oscuro
    Piacere di conoscerti
    Grazie di essere passato.
    Sono sicuro che ci rivedremo presto.
    Buona serata anche a te.

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  9. Ciao Gianni ultimamente non pongo più il problema di lavorare in team oppure da solo...mi pongo il problema di trovare da lavorare. Nel senso...se non vendo non mangio.

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  10. Beh!che dire...mica sempre così!
    Dipende con chi hai a che fare e che gente si frequenta!
    In ufficio...il nostro,il mio e d'altri prima di tutto serietà...rispetto.
    Non si accettano scollature da paura!o uomini che si fermano pausa caffè per beccare la prima pecorella smarrita nei corridoi per beccarla!Se si deve lavorare ci deve essere massima serietà e rispetto.
    Chi vuol fare la donna accalorata o l'uomo che sbava...ci sono uffici e aziende specifiche per questi stronzi e queste stronze!
    Incavolata?naaaa....e che poche parole a buon intenditore...:))
    Ciao Gianni...ma dimmi:
    il tuo team è così??ehehehehe!

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  11. Il mio racconto, spero si percepisca, è un pò romanzato. Tutto vero quel che racconto ma mi piace, come si fa con i programmi di fotoritocco, eliminare o accentuare qualche difetto ... mettere in risalto comportamenti ed atteggiamenti che sono, a mio avviso, sintomatici di una struttura mentale spesso carente, di una filosofia di vita molto personale, di stili comportamentali che raccontano più di qualsiasi seduta dallo psicoanalista la storia dell'individuo.
    Insomma sono un guardone! Mi piace scrutare, osservare, intrufolarmi come un virus nei software che fanno muovere questi robottini di esseri umani.
    Spesso senza cervello. Ancora più spesso senz'anima.

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  12. Certo che si capiva...difatti stavo ironizzando anch'io...:)
    Spero anzi mi auguro che il mio commento non abbia preso una brutta piaga...Visto il modo come ho puntualizzato e con termini molto delineati.
    Non volevo ferire nessuno...
    Se poi qualcuno si sente in causa beh!Scusatemi per la sincerità...me culpa!
    Buona serata.
    Dolce notte.

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  13. Per Giusy

    Ma quale brutta piega carissima Giusy!!
    è un commento sfiziosissimo il tuo e non credo possa ferire proprio nessuno.
    Anzi credo sia perfettamente intonato con lo spirito di quello che raccontavo.
    Dolce serata anche a te
    Ciao

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  14. Bene...meno male...:)
    Sai molte volte caro Gianni ci sono molti/e permalosi/e...:)
    Ti stringo forte...
    Dolce notte :)

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  15. Ciao, Gianni! Grazie dei commenti che lasci sul mio blog! Vedo che lo segui con costanza e ciò, ovviamente, mi fa molto piacere.
    Anche tu non scherzi, comunque! Bel quadretto quello che hai descritto e so che non si allontana poi tanto dalla realtà! Comunque, il fatto che tu riesca a sdrammatizzare in maniera così ironica vuol dire che difficilmente rimarrai prigioniero di quegli ingranaggi.
    A presto. Silvana.

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  16. sicuro di non essere un mio collega??
    ahaha sei un genio :)

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  17. Buongiorno...
    Uhmmm...sai penso un attimo a cosa starai facendo ora...vediamo vediamo...mah!te non me la racconti mica giusta...ehehehe!questo silenzio lascia un lieve sospetto...ehehehe!Okkio ti dico sempre di mettere le cuffie e gli occhialini...hihihi!!Ma dici che anche a me servono?naaa...:))))

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  18. Utile ricordarsi che una azienda é solo una azienda

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  19. Questa è un'avventura da Luke SkyMark e la spada laser a portata di mano (non fraintendere)...a parte questo in molti non hanno una vita aldifuori del lavoro e vivono il lavoro stesso come unica parte soddisfacente della vita....:-)

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