giovedì 17 marzo 2011

17 IL SUCCHIOTTO



Da casa mia si vede il Vesuvio.
A volte ha un aspetto minaccioso e fa paura, altre volte sembra un sensuale seno di donna.
Un seno ed un vulcano.
Due immagini che apparentemente non hanno alcun collegamento tra loro, non “c’azzeccano” niente, come direbbe Di Pietro.

Stiamo seduti su un vulcano e continuano a ripeterci che tutto va bene.
La religione ed i politici sembrano ripetere “non preoccuparti, pensiamo noi a tutto. Lascia tutto nelle nostre mani e noi ci prenderemo cura di te sia in questo mondo che nell’altro”.
E noi, fiduciosi, abbiamo lasciato tutto nelle loro mani.
In questo modo la società, con la promessa di pensare a tutto, controlla gli individui, ne limita la libertà, li rende schiavi.
Mentre invece il vero bisogno dell’uomo è la libertà. 
Libertà che la società non può dare perché la libertà assoluta non può essere data a  tutti.

La libertà totale è possibile esclusivamente per un solo individuo, per una sola persona.
Si nasce, si vive e si muore da soli. La solitudine è la vera e unica natura dell’essere umano.
Libertà e solitudine sono due facce della stessa medaglia.
Mentre invece la società è una folla, un insieme di persone.
Quando si è soli chi può insidiare la nostra libertà? Nessuno! L’esistenza dell’altro è il problema!
Dal momento che gli altri esistono, l’uomo non può mai essere solo e quindi non potrà mai essere completamente libero.

Se diventi ubbidiente, un duplicato uguale agli altri, un replicante, la società ti concederà un po’ di libertà.  Ma è una libertà fasulla perché può esserti tolta in qualsiasi momento.
La politica, la cultura, l’educazione, la morale, sono tutte al servizio della società.
Pronte ad adattarti e riadattarti, a contenerti, a calmarti, a non farti agitare, protestare, ribellare.
Attraverso le istituzioni la società ti concede la libertà di muoverti nella tua gabbia, riesce a contenerti entro certi limiti.

La religione, in teoria, potrebbe rompere questo equilibrio essendo fondamentalmente ribelle.
Ma anche lì è intervenuta la società che l’ha trasformata creando il cristianesimo, l’islamismo, l’induismo, etc.
Trucchi, solo trucchi. Trucchi sociali.
Gesù era sostanzialmente antisociale. Frequentava gente sbagliata, era un rasta, un freak, un vagabondo.  Non si volle mai adattare alla società. Ed infatti ne creò un’altra.
Con un piccolo gruppo di seguaci, creò una società alternativa, fuori dagli schemi consolidati.
Gesù era antisociale, il cristianesimo no.
In Libia, durante le ultime rivolte, due fazioni opposte di popolazione (pro e contro Gheddafi) si scontravano e combattevano fino ad ammazzarsi ma … si fermavano subito per la preghiera de venerdì.
Divisi da tutto, dalle idee, dall’amore o dall’odio per il tiranno ma … uniti dalla preghiera.

La società creando le sue apparenze, distribuendo i suoi trucchi, ti rende felice.
Felice come quei bambini a cui si da un seno fasullo, un seno di plastica, un succhiotto, una tettarella, un ciuccio.
Appena glielo metti in bocca si calma pensando di succhiare il latte, convinto di essere nutrito.
Il bambino, credendo di mangiare, si calma e si addormenta.
Basta dargli un seno finto in bocca e quello crolla come una pera matura, reclina il capo all’indietro e vola nel mondo dei sogni.
Il ritmico “succhiare” diventa una cantilena, si trasforma in una ninna nanna.
Da un lato sei seduto su di un vulcano pronto a scoppiare, dall’altro la società ti riempie di succhiotti per farti stare tranquillo, per farti addormentare.
La religione, la famiglia, i figli, la moglie, la casa, le vacanze, il suv. … non sono altro che succhiotti!
Ti senti consolato, felice, appagato e … ti addormenti in quattro e quattr’otto.
Quei seni finti riescono a calmarti come con un bambino, riescono a farti accettare la tortura della schiavitù quotidiana. Ti danno la sensazione che, in fondo in fondo, va tutto bene
Quei seni finti sono dei potenti calmanti, delle droghe che ti inebriano, ti fanno credere di stare bene, ti rendono cieco e ti impediscono di farti vedere quello che accade.
Anche se ogni giorno continuiamo a vedere poveretti che vivono sotto ai ponti, vecchiette che dormono nel gelo delle stazioni, minorenni di colore costrette a prostituirsi ad ogni angolo di strada, interi popoli alla fame che tentano di ribellarsi, cemento che ha distrutto tutto il verde, gente che non rispetta più alcuna regola…
E non puoi neanche fermarti a pensarci un pochino. Appena ci pensi più di un secondo vieni subito visto come un diverso, un disadattato, uno che soffre di turbe psichiche.
Come se nulla fosse ce ne stiamo in cucina a mangiare la lasagna stappando vino d’annata con la tv accesa e il riscaldamento al massimo.
Sulla mensola del termosifone la mimosa già secca e sbiadita è lì a ricordare la festa della donna da poco passata.
Noi al calduccio … ed il  mondo chiuso fuori con il suo casino.
E ci addormentiamo dolcemente mentre il telequiz regala milioni a qualche fortunato, con gli occhiali caduti sul letto ed il telecomando stretto in una mano.
Fuori, nel cielo, una gelida coperta di stelle.
A quest’ora il Vesuvio non si vede più.

17 commenti:

  1. Sinceramente credo che ci sia un margine per agire e RE-agire alla nostra situazione , io per esempio tanti anni fa ho messo in piedi con delle socie un negozio di alimenti biologici , difficile , con prodotti freschi , e pochi clienti , era una missione , diceva mio marito... ERa l'89, e quella era una risposta in positivo a CErnobyl, non so se mi puoi capire. Quello che mi è sempre sembrato strano è come si possa accettare di vivere alle pendici di un vulcano attivo ,se come dici te e come dicevano degli amici di Nocera Superiore , davvero non ci sono piani efficaci di evacuazione . Tutti abbiamo i nostr ciucci ( noi lo chiamiamo ciuccio) ma viene il momento di darsi una svegliata , lo dico anche per me , che mi rifugio in giardino.

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  2. Ciao Lorenza
    hai perfettamente ragione
    io abito a debita distanza dal vesuvio ma sulle sue pendici c'è un numero straordinario di costruzioni ... cemento a più non posso ed è, inutile dirlo, una follia.
    Se si svegliasse il vulcano sarebbe una strage.
    Ora lo stanno anche usando come discarica!!!!
    Ad ogni modo il mio dire "... stiamo seduti su un vulcano.. " si riferiva al vesuvio in modo figurato, metaforico ... più che reale.
    Il vesuvio, intendevo dire, è la società che va alla deriva e .... con tutti i suoi problemi irrisolti può esplodere da un momento all'altro
    Ciao

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  3. arriva sempre il momento di togliere il ciuccio, perché l'uso prolungato provoca più danni che benefici. e spero sia giunto questo momento...

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  4. Ciao Gianni!
    Io prima ero perennemente arrabbiata per come andava questo nostro mondo... Poi un giorno mi son detta che anche se mi arrabbiavo, non cambiava nulla. Che fare? Mangiarmi il fegato e mettermi un ciucci in bocca?
    No, niente ciucci, ho egoisticamente ristretto il campo. Ho deciso di accettare quello che succede e smettere di subire. Consapevolmente vivo le mie giornate cercando di salvaguardare il mio piccolo mondo.
    Per quello che io credo, ognuno ha il suo percorso e le sue sofferenze, io le ho affrontate quando c'erano e le affronterò mano a mano che si presenteranno, la prossima vita mi darà altro, e così sarà per il resto del mondo.
    :-)
    Serena notte..

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  5. Carissima sara, tu puoi perchè sei una persona straordinaria e piena di vita ma temo che tanta gente, la stragande maggioranza, con il succhiotto in bocca ci viva dalla mattina alla sera ... in uno stato di perenne catalessi.
    Ipnotizzati dalle chicchiere che gli propinano senza alcuna capacità riflessiva propria, senza potere critico, senza partecipazione attiva alla vita pubblica.
    Ciao Sara
    Grazie di essere venuta a trovarmi

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  6. Mi piace l'aria di liberà che si respira da queste parti...
    Sottoscrivo tutto quel che hai scritto, però mi sorge spontanea una considerazione: se il bimbo vivesse attaccato al seno, morirebbe di bulimia e si perderebbe il piacere della conquista. Forse molti bambini non saprebbero vivere senza ciuccio.

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  7. Son d'accordo con te caro Gianni, la stragrande maggioranza si fa ipnotizzare dalle cose più sciocche.. Sarà che è più facile uniformarsi con lo stesso ciuccio che pensare con la propria testa? Mah!

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  8. Col tuo post mi hai fatto rivalutare mio figlio, che la prima volta che gli abbiamo dato in bocca il ciuccio, ha succhiato tre o quattro volte, poi quando ha visto che non veniva niente, l'ha sputato e non l'ha mai voluto tenere in bocca. MAI!
    Sì, la differenza tra ciò che nutre davvero e ciò che è un finto nutrimento è fondamentale.
    Meglio nulla di una tettarella di plastica, almeno non ti massacri le gengive e il palato!
    Bel post.
    Giorgio

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  9. Già da ieri leggo questo tuo post, caro Gianni.
    Avevo appena cominciato a leggerlo, che si è messa in funzione una frase nel mio cervello, ma non la ricordavo bene. Ora però si è riaffacciata, ed è questa di Gide.

    "Quanto di diverso uno avverte in sé
    ecco quanto di raro possediamo,
    quanto costituisce il valore di un individuo;
    e l'individuo tenta di sopprimere proprio questo. Tutti imitano.
    E poi pretendono di amare la vita." (A. Gide - L'immoralista).

    Preciso che Gide non è tra i miei autori preferiti, ma ha studiato abbastanza la differenza tra la società e la libertà dell'individuo. Quest'ultima, non sempre porta alla realizzazione.
    Un caro saluto,
    Lara

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  10. @Lara. Secondo me la “realizzazione dell’individuo” è prioritaria rispetto a tutto.
    E’ pur vero che parlare di libertà dell’individuo è cosa ardua. Ma il tentativo di realizzare se stessi andrebbe fatto sempre e comunque e prioritariamente rispetto al conseguimento dei propri piaceri materiali. Che per bellissimi che sono, sono anche effimeri. Non rinnegati affatto, ma che dovrebbero venire, insieme o dopo, al rispetto delle regole del “buon senso”, del vivere civile e del rispetto degli altri, dal momento che viviamo in una collettività!
    Ed invece sembra di essere all’età della pietra. Valori come la competitività, la gara, il combattimento, la corsa, a chi arriva prima, io sono migliore di te, capisco più di te, sono più bello di te etc. porta a quello che siamo. Un’uniformità di comportamenti (“imitatori” come dice Gide) che fa intravedere il vuoto interiore.
    Si dovrebbe partire dall’individuo per poi finire alla collettività.
    L’individuo è la risorsa primaria. Una persona consapevole, colta, felice può fare solo bene alla collettività. Ma invece si agisce al contrario. La scuola, ad esempio, non divulga più cultura e saperi nè educa al ragionamento e l’unico valore è il profitto personale. In tal modo nascono e crescono solo fessacchiotti ubbidienti al tiranno di turno. Una ribellione ogni 40 anni e poi si ricomincia il giro! Ognuno è affidato a se stesso senza alcuna capacità introspettiva. Ciao Lara.

    @Giorgio - Tuo figlio dev’essere un tipo in gamba! Ha già capito che è meglio lasciar perdere questi seni artificiali per prepararsi, appena sarà più grande, a godersi quelli naturali. Se proprio ci si deve massacrare le gengive … meglio farlo con una bella quarta coppa C. Ciao Giorgio.

    @magneTico – Anche dalle tue parti si respira un bellissima aria di libertà.
    Un blog bellissimo, il tuo, da leggere e rileggere. A tratti anche molto eccitante. W la liberta!

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  11. Ciao Gianni.
    Passo veloce per un caro saluto...
    Ma ripasserò tra un po per dire la mia riguardo il post.
    Un abbraccio...
    P.S.Ho finito lo zucchero! ^-^

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  12. Gianni,mi ritrovo sempre nelle idee che esprimi nei tuoi post!Li leggo sempre con attenzione e mi fermo a riflettere.

    ...chissà che buone le zeppole che hai preparato!
    Grazie per gli auguri,non so se sei papà...se si auguri anche a te!!!

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  13. Come ben diceva Sartre, l'inferno sono gli altri...
    Come sempre ottimo post, pieno di spunti non banali e condivisibili.

    p.s. se c'è una cosa che non potrò mai perdonare al signor Di Pietro è proprio quel "Kecciazzecca"... veramente un obbrobrio di espressione... :D

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  14. Ricordarsi l'Avvelenata di Guccini "non scampa tra chi veste da parata chi veste una risata" e ancora e sopratutto "pensare é sconsigliato" Il guaio é che pensiamo ugualmente Ciao

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  15. Viviamo in un Mondo schifoso...
    ci son tanti che ciucciano sto dannato ciuccio e alla fine son vuoti e fasulli!
    Viviamo in una società ci cacca...fatto di egoismo,cinismo,intolleranza!
    C'è chi gareggia su chi ha la macchina più bella,chi sparla con il capo ufficio per essere al centro dell'attenzione e invece è una carogna!
    C'è chi si mette il degoltè per dire a belli che qui ce sto io!C'è chi violenta,uccide,disprezza,inganna!!
    C'è anche la categoria dei dementi...coloro che fanno finta di essere tonti per non fare un cavolo!
    C'è chi calpesta,chi spende soldi su giochi e su droghe!
    C'è chi si diverte sui dolori altrui!!BALORDI!!
    E c'è chi ha bisogno di aiuto,di calore,di soldi,di un letto dove riposare,un abbraccio,un conforto,un dialogo,UN LAVORO.
    Questo mondo E' CORROTTO!!
    SIAMO COME MARIONETTE MANOVRATE DA CITRULLI!
    DOVREMO IMPARARE A PENSARE CON LA NOSTRA TESTA!
    FARE E DIRE CON LA NOSTRA TESTA E NON FARCI MANOVRARE!OPPURE VOGLIAMO IMITARE COME IMBECILLI!
    VIVI E LASCIA VIVERE VIVA LA LIBERTA'.

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  16. Uhmmm...ma per caso il mio commento è stato un po troppo schietto?naaaa!!
    Ho il biberon se per caso dovesse servire a qualcuno...hihihihiii!
    Ciao dolcezza!un abbraccio!:))

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  17. Una metafore perfetta che comprende tutta la vita.Il succhiare nel nutrimento,nel sesso,nella malattia,nell'agonia.
    Un'ancora di salvezza necessaria ,ma anche inutile e nociva quanto uno specchietto per le allodole.
    Gran bei post,gran bel blog.
    Cristiana

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