martedì 18 agosto 2015

Il camino


Avrei voluto avere un camino. 
Ora è tardi. Sono quasi vecchio ed anche i desideri, col tempo, si ammosciano.
Stamattina ne ho visto alcuni esposti da Leroy Merlin. Ma erano prefabbricati, di cemento, bruttini, tristi, avvolti nel cellophane e accatastati uno sull'altro.
Un camino deve essere tuo, di proprietà.
Non mi piacciono i camini degli altri. Devi essere tu ad accenderlo ed a disporre la legna.
Così puoi decidere di accenderlo quando vuoi. Anche ad agosto.
Io sono contro la proprietà privata. Ma ci sono delle cose che ti devono appartenere per forza. Ne devi poter disporre in libertà, secondo il tuo gusto e l'estro del momento.
Quando passeggio nei paesini di montagna in cerca di pace e di frescura, si sente odore di legna dai camini. Anche ad agosto. Ed è magnifico.
Ci sono degli odori che scaldano il cuore, accendono la fantasia. Come quello delle castagne, dei peperoni arrostiti, della bruschetta con l'aglio.
Io vi odio tutti proprietari di camini. Che spesso non li accendete per non sporcare.
Dovrei dire che vi invidio ma io vi odio proprio.
Mi offrite il whisky avanti ai vostri camini. Mi offrite il pranzo o la cena avanti ai vostri camini, nelle vostre case, nella vostra atmosfera.
Mi offrite le solite salsicce del cazzo e vi nascondete i porcini trovati in campagna.
E poi se mi vedete armeggiare con la vostra palettina per aggiustare il fuoco me la togliete dolcemente dalle mani.
Io vi odio proprietari di camini.
Voi e la vostra bellissima casa con la tavernetta ed il camino e le travi in legno.
Ed i vostri ciocchi di legno ordinatamente accatastati.
Qualcuno ha tentato di convincermi a comprare una stufa a pellet.
Quel qualcuno non capisce un cazzo della vita.
Quanto cazzo vi odio proprietari di camini.
Drink!