venerdì 27 gennaio 2012

11 Una carezza in un pugno


Capita a tutti di andare in pizzeria e di ritrovarsi tra le mani il solito coltello che non taglia.
Di quelli che hanno una lama talmente arrotondata che non ci tagli neanche uno stracchino e men che meno le gomme di qualche Suv!
Una spatola per spalmare la nutella, un cacciavite per avvitarci la vecchia vite del comò della nonna, un peso da usare come contrappeso della bilancia a due piatti, una leva per recuperare la monetina finita sotto al battiscopa.
Un coltello stondato che faresti volentieri affilare a tue spese da quello che urla “donne è arrivato l’arrotino”. Un coltello che ti fa venire in mente quel bel set di coltelli di Ikea che hai ancora in macchina nuovi di zecca e che sei tentato di andare a prendere.
Allora chiami il cameriere per farti portare un coltello che tagli e magari, hai visto mai, uno di quelli seghettati come quelli che usiamo a casa nostra!
Ma il coltello ti arriva puntualmente dopo due ore e, in genere, è peggiore di quello che avevi prima! Intanto hai già provato a tagliare la pizza con le chiavi, col tagliaunghie, con il cinturino dell’orologio, la stanghetta degli occhiali, il sottile mini calendario plastificato, la carta di credito scaduta, quella dei punti del supermercato e, dulcis in fundo, con la social card di Berlusconi.
Naturalmente, dopo tutti questi maldestri tentativi, finisci per mangiare la pizza con le mani arrotolandola come una crepe ai funghi o un cannellone al ragù o piegandola a portafoglio come si fa a Napoli.
Ti ritrovi sconsolato avanti a pezzi di cornicione e brandelli residuati di pizza ormai fredda e gommosa e birra ormai calda e schiumosa e con le mani unte di olio come la pelle di un culturista.
Sconsolato come qualsiasi cittadino “onesto” che sogna ancora un governo che funzioni o di accoppare tutti i politici ladroni che ci ridono in faccia ogni giorno dalla tv.
Con l’arma spuntata dello sciopero e della pressione “civile” non solo non si risolve nulla ma si fa addirittura il gioco di quei rapinatori dei politici fornendo a loro ed al mondo il certificato di “esistenza in vita” di una “democrazia” abituata ad ascoltare le proteste ma che di fatto, invece, non li tollera ed è una schifosissima dittatura.
Con questi politici ci vuole ben altro che un blocco dei tir o urlare al vento la propria rabbia prima di farsi prendere a manganellate dalla polizia!
Ci vogliono teste che pensino, coscienze “civili” che comincino a crescere e a diventare consapevoli di ogni cosa, capaci di vedere oltre le apparenze, di boicottare consumi e consumismi, di risparmiare energia ed usare lo stretto indispensabile.
Per poi andarli a prendere a calci in culo direttamente a MONTIcitorio.
I ladri non si catturano con le carezze!

11 commenti:

  1. Molto calzante il paragone tra il coltello che quasi mai è in grado di tagliare una pizza e la nostra incapacità attuale di essere un popolo "civile".
    Ciao,
    Lara

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  2. Ciao Gianni, poeta amareggiato,
    faccio parte di quel popolo che guarda solo il suo orticello e subisce senza
    ribellarsi. Certamente ammirare chi si impegna in prima persona non basta a
    mettere in moto cambiamenti anche minuscoli. Sono disillusa.
    Acc.. cosa mi fai dire, solo ieri volevo essere Marilyn.
    Buon fine settimana.

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  3. sono invece dell"idea che bisognerebbe occupare i mezzi d"informazione,sono quelli che impediscono il risveglio delle coscienze,sono loro a stroncare il risveglio delle coscienze civile,il problema è che la tv ,ancora educa i piu

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  4. Siamo in sintonia Gianni!

    I francesi hanno preso la Bastiglia e noi monticitorio!!!

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  5. Gianni tu mi metti più di buon umore della neve!!!

    Domani niente brodo, forse polpette, forse Rosti! ... dipenderà da come mi alzo e se verrà qui il mio nipotino...

    domani ti mando altre foto...

    A presto grande Gianni!

    Cinzia

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  6. p.s. sono nata a La Spezia...

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  7. Ciao Gianni, quanto mi hai fatto ridere!! Dai che noi schiatteremo dall'invidia in estate, quando tu avrai il mare, il sole, il caldo... Ti ricordo che l'estate scorsa, qui il 17 luglio alle 8 del mattino c'erano 9 gradi.

    Io da Spezia manco da tanto tempo. Tu quando hai abitato li?

    A presto
    Cinzia

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    1. E' meglio non rispondere ... circa 25 anni fa. Ciao.

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    2. 25 anni fa ero già via. ci sono nata, poi ho raggiunto i miei genitori nella svizzera tedesca nel 1968 e ci sono stata fino al 1978. A 18 anni sono tornata a Spezia per 3 anni e poi sono rientrata definitivamente in Svizzera. dal 1982 vivo in Ticino. Una buona via di mezzo...

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