giovedì 17 marzo 2011

IL SUCCHIOTTO



Da casa mia si vede il Vesuvio.
A volte ha un aspetto minaccioso e fa paura, altre volte sembra un sensuale seno di donna.
Un seno ed un vulcano.
Due immagini che apparentemente non hanno alcun collegamento tra loro, non “c’azzeccano” niente, come direbbe Di Pietro.

Stiamo seduti su un vulcano e continuano a ripeterci che tutto va bene.
La religione ed i politici sembrano ripetere “non preoccuparti, pensiamo noi a tutto. Lascia tutto nelle nostre mani e noi ci prenderemo cura di te sia in questo mondo che nell’altro”.
E noi, fiduciosi, abbiamo lasciato tutto nelle loro mani.
In questo modo la società, con la promessa di pensare a tutto, controlla gli individui, ne limita la libertà, li rende schiavi.
Mentre invece il vero bisogno dell’uomo è la libertà. 
Libertà che la società non può dare perché la libertà assoluta non può essere data a  tutti.

La libertà totale è possibile esclusivamente per un solo individuo, per una sola persona.
Si nasce, si vive e si muore da soli. La solitudine è la vera e unica natura dell’essere umano.
Libertà e solitudine sono due facce della stessa medaglia.
Mentre invece la società è una folla, un insieme di persone.
Quando si è soli chi può insidiare la nostra libertà? Nessuno! L’esistenza dell’altro è il problema!
Dal momento che gli altri esistono, l’uomo non può mai essere solo e quindi non potrà mai essere completamente libero.

Se diventi ubbidiente, un duplicato uguale agli altri, un replicante, la società ti concederà un po’ di libertà.  Ma è una libertà fasulla perché può esserti tolta in qualsiasi momento.
La politica, la cultura, l’educazione, la morale, sono tutte al servizio della società.
Pronte ad adattarti e riadattarti, a contenerti, a calmarti, a non farti agitare, protestare, ribellare.
Attraverso le istituzioni la società ti concede la libertà di muoverti nella tua gabbia, riesce a contenerti entro certi limiti.

La religione, in teoria, potrebbe rompere questo equilibrio essendo fondamentalmente ribelle.
Ma anche lì è intervenuta la società che l’ha trasformata creando il cristianesimo, l’islamismo, l’induismo, etc.
Trucchi, solo trucchi. Trucchi sociali.
Gesù era sostanzialmente antisociale. Frequentava gente sbagliata, era un rasta, un freak, un vagabondo.  Non si volle mai adattare alla società. Ed infatti ne creò un’altra.
Con un piccolo gruppo di seguaci, creò una società alternativa, fuori dagli schemi consolidati.
Gesù era antisociale, il cristianesimo no.
In Libia, durante le ultime rivolte, due fazioni opposte di popolazione (pro e contro Gheddafi) si scontravano e combattevano fino ad ammazzarsi ma … si fermavano subito per la preghiera de venerdì.
Divisi da tutto, dalle idee, dall’amore o dall’odio per il tiranno ma … uniti dalla preghiera.

La società creando le sue apparenze, distribuendo i suoi trucchi, ti rende felice.
Felice come quei bambini a cui si da un seno fasullo, un seno di plastica, un succhiotto, una tettarella, un ciuccio.
Appena glielo metti in bocca si calma pensando di succhiare il latte, convinto di essere nutrito.
Il bambino, credendo di mangiare, si calma e si addormenta.
Basta dargli un seno finto in bocca e quello crolla come una pera matura, reclina il capo all’indietro e vola nel mondo dei sogni.
Il ritmico “succhiare” diventa una cantilena, si trasforma in una ninna nanna.
Da un lato sei seduto su di un vulcano pronto a scoppiare, dall’altro la società ti riempie di succhiotti per farti stare tranquillo, per farti addormentare.
La religione, la famiglia, i figli, la moglie, la casa, le vacanze, il suv. … non sono altro che succhiotti!
Ti senti consolato, felice, appagato e … ti addormenti in quattro e quattr’otto.
Quei seni finti riescono a calmarti come con un bambino, riescono a farti accettare la tortura della schiavitù quotidiana. Ti danno la sensazione che, in fondo in fondo, va tutto bene
Quei seni finti sono dei potenti calmanti, delle droghe che ti inebriano, ti fanno credere di stare bene, ti rendono cieco e ti impediscono di farti vedere quello che accade.
Anche se ogni giorno continuiamo a vedere poveretti che vivono sotto ai ponti, vecchiette che dormono nel gelo delle stazioni, minorenni di colore costrette a prostituirsi ad ogni angolo di strada, interi popoli alla fame che tentano di ribellarsi, cemento che ha distrutto tutto il verde, gente che non rispetta più alcuna regola…
E non puoi neanche fermarti a pensarci un pochino. Appena ci pensi più di un secondo vieni subito visto come un diverso, un disadattato, uno che soffre di turbe psichiche.
Come se nulla fosse ce ne stiamo in cucina a mangiare la lasagna stappando vino d’annata con la tv accesa e il riscaldamento al massimo.
Sulla mensola del termosifone la mimosa già secca e sbiadita è lì a ricordare la festa della donna da poco passata.
Noi al calduccio … ed il  mondo chiuso fuori con il suo casino.
E ci addormentiamo dolcemente mentre il telequiz regala milioni a qualche fortunato, con gli occhiali caduti sul letto ed il telecomando stretto in una mano.
Fuori, nel cielo, una gelida coperta di stelle.
A quest’ora il Vesuvio non si vede più.

domenica 13 marzo 2011

IL TEAM


Non amo lavorare in team e, per fortuna, il lavoro che faccio non lo richiede espressamente.
Ma, ogni tanto, è successo anche a me ed allora ho dovuto, mio malgrado, far parte della “squadra”, del “gruppo”.
Non sono affatto un tipo solitario e taciturno, sono allegro e mi piace socializzare, loquace e pieno di verve.
Ma, come dire,  mi piace socializzare ad un certo livello o, comunque, in qualsiasi modo purché non si debba gareggiare.
Non mi piace la competizione, l’ostentazione delle proprie abilità, l’esibizione dei propri saperi, il tendere trappole al collega, cercare di conquistare l’altro sesso con lo sguardo fico o fare matematicamente il simpatico con la più bona di tutte che non ti si fila proprio per niente perché vuole mettersi col capo supremo.
Perché a questo, alla fin fine, si riduce un gruppo di lavoro.
Ad un campo di rugby in cui, dopo l’inno nazionale, le strette di mano e le pacche sulla spalla, ci si assesta dei bei calcioni negli stinchi e, se capita, ci si spezza volentieri una gamba.
La prassi ormai è consolidata.
Il mega capo, che non capisce mai niente ed è sempre tonto come una capra, sceglie i tipi che secondo lui sono quelli più adatti a formare il team e li nomina come all’isola dei famosi. In seguito gli basterà mettere zizzania tra gli elementi del gruppo un giorno si ed uno no per metterli in competizione tra di loro ed assicurarsi il massimo rendimento.
Questi che la mattina arrivano in ufficio come dei marines che sbucano dall’acqua in tuta mimetica e con il coltello tra i denti pronti a sbranarsi con un bel sorriso ebete stampato in faccia.
Prevedibili come il tuono dopo il fulmine.


Le femminucce, dopo i primi giorni trascorsi a scambiarsi ricette ed assorbenti, cominciano a formare piccole squadre per finire, piano piano, a tessere ognuna la propria rete per accaparrarsi il maschio dominante di turno da esibire successivamente come trofeo alle altre a cui raccontare tutti i particolari intimi degli amplessi consumati nella stanza della fotocopiatrice abbandonata.
Si comincia con i sorrisetti, poi si passa all’amicizia su facebook fino al caffè insieme tutti i giorni. Infine il colpo di grazia. Mentre non te lo aspetti ti si avvicina e appoggia “per caso”, con “nonchalance”, un seno caldo sulla tua spalla per indicarti che il grafico a torta è meglio non farlo perché con l’istogramma 3d si evidenzia meglio l’obiettivo conseguito. A quel punto sei fritto!
Quella bella terza taglia coppa C abbondante con un capezzolo duro come un chiodo da 9 mm. ti ha già bucato il cervello.
Gli ormoni ti partono come un embolo e ti suicidi lanciandoti da solo come un cretino nella sua rete ormai incapace di intendere e di volere.
Il team intanto va avanti. Le storie ormai sono partite. Dopo un mese ci sono già le due fazioni di riscapoli e riammogliati.
Quelli non selezionati come titolari per il bunga bunga principale restano in panchina come riserve a fare da sfogatoio a Marina che parla male di quella zoccola di Rosa che, all’improvviso, sculettando appare sulla porta sfoggiando l’ennesimo tailleur di camomilla preso in saldi l’anno prima: “Ragazzi chi viene a mangiare la pizza con noi? “. Tutti ad alzare la mano “io, io, io…”
Dove lavoro? Non ve lo dico.
Cià cià cià!

giovedì 3 marzo 2011

Gesù è figlio unico

IL GIUDIZIO UNIVERSALE


E’ un fatto risaputo che nei Paesi cosiddetti “poveri” la popolazione continua a crescere per il semplice motivo che i poveri non hanno altro svago gratuito.
Ormai si paga tutto.
Ma un povero, si sa, i soldi non ce l’ha. Magari non ha neanche il digitale terrestre, non ha l’adsl e quindi non deve andare a postare commenti sui blog o vedere a quanto è arrivato il contatore delle visite.
Ed allora cosa fare? Tanto tempo a disposizione e … neanche uno smartphone, una playstation, un tablet!
Ecco quindi che ci pensi … fai un po’ di conti … e decidi: meglio fare all’amore!
Tanto è tutto gratis.
Dopo ti fai anche una bella dormitina. Cosa vuoi di più dalla vita?
E che diamine. Un po’ di svago ogni tanto ci vuole!
Magari nel lungo periodo risulta essere un tantino costoso ma, nell’immediato, non ci sono biglietti da prenotare, problemi, lunghe file, parcheggio, la mancia alla maschera ….

Ed è così che siamo diventati 7 miliardi e mezzo sul pianeta.

Guardate Dio!
Cosa ha fatto Dio in tutto sto tempo?
Una vita eterna e ... ha fatto solo un figlio!
Gesù è figlio unico.
E’ per questo che, oramai sulla croce, solo e abbandonato da tutti, esclamò: “Perché mi hai abbandonato? Perché mi hai dimenticato?”.
Sperò in un miracolo ma … senza esito.
Niente fratelli, sorelle, zii, cugini.  Niente di niente.
Dio ebbe un solo figlio.
Aveva già capito tutto.
Questo è giudizio! Il giudizio universale.


lunedì 28 febbraio 2011

Questo pomeriggio

Evviva! Sono a casa!
Imprevedibilmente posso godermi qualche ora di libertà in più. Che felicità!
Speriamo che non venga la fine del mondo. Non adesso.
Ora vado a prepararmi un caffè (quello con la schiuma e molto ristretto).
Nel frattempo ascolto un pò di musica.
Cliccate qua sotto! Buon pomeriggio. Ciao.

p.s. da ascoltare mentre fate altro

domenica 27 febbraio 2011

Sergio Caputo

Tutti, credo, hanno una canzone scolpita nel cuore.
Magari perché è stata quella che ha fatto da sottofondo al primo bacio o perché ha accompagnato più di altre un periodo della propria vita o per chissà quale altro motivo.
Per me le canzoni di Sergio Caputo sono state e sono la colonna sonora della mia vita.
Dense di atmosfere di swing e di bossanova, di ritmi latini e di jazz, tra testi ironici e surreali da cui traspare la genialità di un poeta.
Un grande artista! Sergio Caputo.


Bimba se sapessi (Citrosodina granulare)
Sergio Caputo

Idrofobina vegetale, bevo per dimenticare
Il mal di mare
Viscerale che questo mondo mi da

Respirazione artificiale
Per resuscitare il vecchio buon umore
Fai il favore non criticarmi perché
E’ sempre più difficile tirare avanti questo show
Mi fanno male i piedi a furia di ballare
Un pediluvio nel tuo cuore mi concederò

Bimba se sapessi che monotonia
Tutte quelle balle sulla fantasia
Guarda che mestiere che mi tocca fare
Io con questa faccia e il mio passato da dimenticare

Bimba non è un caso di nevrastenia
Puoi denominarlo spreco di energia
Tutta la fatica che mi tocca fare
Solo per riuscire a galleggiare in questo pazzo mare
…
Abito qui perché non sali
Ho una collezione di medicinali
E due bicchieri, gli avanzi del pranzo di ieri
Ci sono tante sfumature
Anche nel colore delle scottature
Le abrasioni che questa vita ci fa
Mentre inesorabili
Tiriamo avanti questo show
Ho un forte mal di testa a furia di sgolarmi
Con un tuffo nel tuo cuore mi rinfrescherò

Bimba se sapessi che monotonia
Tutte quelle balle sulla fantasia
Guarda che mestiere che mi tocca fare
Io con questa faccia e il mio passato da dimenticare

Bimba non è un caso di nevrastenia
Puoi denominarlo spreco di energia


mercoledì 23 febbraio 2011

A che serve la luna?


 
Esistere per consentire
La biologica programmazione
Trasformando in vana energia
Cena, pranzo e colazione.

Esistere per subire
La perenne sopraffazione
Ad opera di pochi imbecilli
Padroni di ogni nazione

Stancarsi, dormire e svegliarsi
Facendo le medesime cose
Come uccelli che girano in tondo
Come spine su steli di rose

Esistere. Che vana cosa!
Non riesco a trovare una scusa.
Ma se voi ne avete qualcuna
Mi direste a che serve la luna?


sabato 19 febbraio 2011

Bon Voyage, Bon Voyage

Bon Voyage, Bon Voyage

 Tutti ne parlano male, a dire che va con le minorenni e che pensa solo agli affaracci suoi e che ha rovinato l’Italia!
Ed invece Berlusconi ha un grande merito. Strano ma vero!
In verità vi dico che bisognerebbe fargli una statua!
O almeno qualche statuetta, come quelle dei pastori, con lui che ride, lui con le ministre, lui che benedice etc.
Qual è il merito di Berlusconi?
Ci state pensando? E’ difficile?
In effetti non è facile trovare una risposta immediata.
A meno che non vi chiamiate Piersilvio, Marina, Barbara, Elenonora, Luigi e che il vostro cognome non cominci con la B. Neanche se andate su Gogol (Lui così chiama Google).
Il merito di Berlusconi consiste nell’aver svelato la verità, nell’aver reso palese quello che tutti sapevano ma che nessuno osava dire ad alta voce.
Quelle verità a cui nessuno, in fondo, vuole credere completamente.
Tipo che Dio non esiste, che Babbo Natale è mamma e papà, che i bambini non nascono sotto al cavolo, che senza soldi non si cantano messe, che una mela al giorno toglie il medico di torno etc.
Vi dico la verità che Berlusconi ha svelato: I politici rubano.
Adesso comincia a crederci anche mia mamma.
Tutti ladri tranne Lui, naturalmente.
Ora sicuramente qualcuno non sarà d’accordo: è naturale!
E poi avere dubbi è sintomo di intelligenza. O no?
Perché, come in ogni rivoluzione copernicana che si rispetti, allorquando si scopre che è la terra che gira intorno al sole e non il contrario, c’è sempre qualcuno che non ci crede.
Le cose cambiano, le verità si svelano e …. giudicare è difficile!
Caterina Caselli cantava “nessuno mi può giudicare nemmeno tu”.
Anche Lui canta sempre questa canzone.
E, mentre canta di gioia per le veline ed i soldoni che entrano in cassa, apre le porte di casa sua a tutti facendo vedere come si fa la politica, che tipo di gente entra ed esce, come si reclutano amici ed amiche, come si comprano i parlamentari, etc.
La libertà è trasparenza! Questa è democrazia!
La verità era lì ma nessuno voleva guardarla in faccia.
Lo schema è sempre lo stesso dappertutto!
Basta dare uno sguardo alle rivolte che stanno scoppiando nel mondo.
Da un lato il tiranno ladrone che fa finta di fare gli interessi degli operai e delle casalinghe e che ha sempre un aereo pronto per scappare.
Dall’altra un popolo affamato, che deve solo lavorare e consumare. E pagare.
Perché questa è la politica.
Il ladrone di turno fa le solite promesse al popolo: sicurezza, benessere, onestà, pane, lavoro, etc.
Il popolo ci crede e lo vota. E con il voto lo autorizza a rubare.
Così dopo quando te ne accorgi non puoi prendertela con nessuno. Alì Babà e i quaranta ladroni si sono già pappati tutto!
Alla fine basterà dire che i soldi sono finiti perché siamo troppi, che c’è la crisi economica, etc.
In Egitto Mubarak è scappato con 54 miliardi di dollari.
Dalla Tunisia Ben Ali è scappato con 1.300 milioni di euro. (ed è anche crepato! Notizia dell’ultima ora).
Allora scoppia la rivolta, la gente si incazza.
Il tiranno ordina di sparare sulla folla e ne ammazza un bel po’. Per dare l’esempio.
E mentre l’eroico popolo, che prima di rivoltarsi dalla fame non aveva capito una mazza di niente di che razza fosse il loro capo (perché intento a sognare la bella vita avanti alla tv), si fa ammazzare dalla polizia, Lui mette in moto l’aereo e scappa carico di lingotti e di veline.
Ed allora piano piano tutti ricominciano a pregare ed a fare figli.
Pronti a ricominciare a darsi da fare per il prossimo re.
Per fargli trovare tanti altri porcellini belli grassi da macellare.
Intanto l’aereo vola sempre più in alto.

“ Tutti a chiedersi dove va  …
…Bon Voyage, Bon Voyage!” by Sergio Caputo da “L'astronave che arriva”

                                                               

domenica 13 febbraio 2011

CULINARIA (culi in aria)

sottotitolo: Penne all'arrabbiato

Non ho scelto io di venire al mondo!
Non ne sono in alcun modo responsabile.
Sono stato espulso dal ventre materno nella discarica della vita.
Avrei potuto nascere qualsiasi cosa  … un’ape, un leone, una pietra o uno squalo.
O, meglio, non nascere affatto!
Ma la libertà di scegliere non è consentita!
Non conosco il senso della “vita”
Non conosco il “fine” dell’esistenza.
E sono anche stanco di fare la comparsa in un’opera teatrale di cui non conosco l’autore ed il regista, mettendo e togliendo maschere per ogni occasione.
E passare il resto della vita a ringraziare i genitori per il “dono” ricevuto dimostrando anche di saperlo meritare.
Insomma una noiosissima esistenza trascorsa a combattere ogni giorno con questi stupidi umani replicanti che amano sbranarsi felici come gladiatori nell’arena per il sollazzo del tiranno di turno.
Costretto in ogni istante ad eseguire il quadruplo salto mortale con avvitamento lanciato da un’astronave in volo con l’obbligo di ripetere, parola per parola, il discorso agli italiani di Napolitano prima di schiantarti a terra sulla linea dell'equatore.

Se poi ti salvi c'è sempre qualcuna (che evidentemente, al contrario di me, ci tiene a campare a lungo) pronta a propinarti un bel brodino vegetale leggero leggero, un'insalatina mista già pronta da supermercato con aggiunta manuale di carotine à la julienne e, colpo di grazia, un po’ di insignificante e dolciastro mais in scatola per dare un tocco di giallo.

Allora, dopo una bella mandata a fanculooooooooooo generale, io, calmo calmo, bello bello, procedo così.
Faccio sciogliere in una padella antiaderente - senz’olio - piano piano - i cubetti di pancetta dolce; poi, quand’è bella croccante, aggiungo la cipollina grattugiata, un poco di olio evo e mezzo peperoncino.
A cipolla imbiondita aggiungo il sugo e faccio cuocere fino a quando è bello tirato.  Metto da parte un po’ di sugo.
Scolo le pennette lisce quasi crude e le faccio saltare in padella aggiungendo pecorino grattugiato a fuoco spento. Impiatto, metto sopra il restante sugo che avevo messo da parte ed aggiungo altro pecorino.
Un bel bicchiere di rosso che non vi dico quale così schiattate.
Prima di mangiare faccio la mia preghierina che consiste nel ripromettermi di andare a smaltire il tutto con una bella corsetta.
Domani, naturalmente! Se non piove! Se non fa troppo freddo! Comunque non alle 7 di mattina! Se mi sveglio! 
Insomma .... ci penserò domani!

mercoledì 9 febbraio 2011

Farò causa allo Stato



Giornalista di sinistra “Presidente cosa ne pensa della richiesta di rito immediato nei suoi confronti per concussione e prostituzione minorile?”
B. "E' uno schifo, giudici eversivi!”
Giornalista di sinistra “Cosa conta di fare adesso?”
B. “Farò causa allo Stato!"
Giornalista di sinistra “E se dovesse perdere?”
B. "Farò causa al Padreterno!"
Giornalista di sinistra “Ma allora così non finirà mai, Presidente!”
B. “Lì vinco di sicuro che ho dei santi in Paradiso very well”
B. “Da quelle parti in verità ho anche delle ragazzine pronte e disposte a tutto ma ... lo sa solo Iddio quel che mi costa tenerle lì a mia disposizione senza fare un cazzo dalla mattina alla sera con i genitori al seguito spesati vitto e alloggio loro nei bungalows e quelle nella reception con San Pietro con tutte le chiavi in mano degli appartamenti che sbuffa sempre che dice che per colpa di queste sembra di stare all’O(r)lgettina di Milano."

Giornalista di sinistra “Non ritiene sia il caso, Signor Presidente, di dare una svolta alla sua vita privata, frequentazioni diverse, un cambiamento radicale - insomma - come se lo aspettano tutti gli italiani?”
B. "Ha ragione! Speriamo che inizi presto l’Isola dei Famosi così vediamo un po’ cosa mi hanno trovato di buono Lele & Simona. Ho voglia di carne fresca.”

Bunga 

domenica 6 febbraio 2011

LUSSUOSISSIMAMENTE

Inutili attenzioni
per inutili cose
affanni inventati
Inutili scuse

noi lussuosissimamente
ci lasciamo portare
da magie vellutate di swing
e dal ritmo delle tue fusa

non si vede nient'altro dai vetri
che un filo di fumo lontano
che disegna figure
tra piante senza nome

raggomitolati
ci disferemo soltanto
per indispensabili      
cambiamenti di assetto

pregansi farci sapere
eventuali mutamenti di Stato

giovedì 3 febbraio 2011

IO VI DENUNCIO TUTTI


In questo mondo di ladri posso consentire qualsiasi furto ma non che mi si rubi lo spazio.
Il mio spazio.
Tutti cercano di invadere il mio spazio.
Il collega, l’amico, la mamma, il fratello, la suocera, la moglie, tutti ….. non se ne salva nessuno!
Tutti a tentare di coinvolgerti in storie, situazioni, fatti, ragionamenti, pettegolezzi, partite, tifo, religione …. di cui non me ne frega assolutamente nulla.
Io voglio stare da solo.
Ammetto, al massimo, una coppia di fidanzati. Ma non una coppia di marito e moglie!
Alla natura non interessa se due persone stanno insieme oppure no; e neppure per quanto tempo.
Alla natura interessa la riproduzione! E, per la riproduzione, essere innamorati non è necessario.
Per fare figli basta fare sesso. Con o senza amore.
L’amore è tanto inutile al sesso quanto lo è un dialogo in un film porno.
L’amore è un di più, se c’è c’é altrimenti …. il figlio nasce lo stesso!

Quando vedo una coppia sposata, in genere, mi viene una grande tristezza.
Quando marito e moglie passeggiano per strada, sono tristi.
Si vede subito che sono marito e moglie!
Da fidanzati stavano sempre mano nella mano ed ogni occasione era buona per abbracciarsi, baciarsi e pomiciare un po’. Ora da sposati non accade più. Sono diventati tristi.
Obbligati a vedersi ogni giorno, a mangiare insieme, a dormire insieme, a fare tutto insieme!
Si erano messi assieme per rispettare il programma biologico della procreazione e poi ….. sono rimasti fregati, in trappola!
Ora che sono insieme per sempre….  sono lontani e remoti come due stelle.

Anche gli animali, quando si accoppiano, sembrano molto tristi!
Non c’è alcuna gioia nei loro movimenti.
Non danno l’impressione di sollazzarsi come fanno gli umani ed infatti, per fare quello che devono fare, ci perdono solo il tempo necessario.
Senza nessun preliminare prima e nessuna sigaretta dopo!
Si capisce subito che l’atto sessuale non è il frutto di una libera scelta ma è la manifestazione della loro schiavitù.
Infatti, durante l’accoppiamento, gli animali si muovono posseduti da qualcosa di superiore a loro.
Stanno eseguendo il loro programma, l’algoritmo della schiavitù: quello della riproduzione.
Insomma si accoppiano e poi … ognuno a casa sua o a passeggiare in mezzo ai boschi, andare ad abbeverarsi al ruscello, a cacciare qualche preda per riempire lo stomaco e poi a dormire al fresco.
Secondo me, per colpa del matrimonio, l’intero mondo è diventato triste. Come Scajola. A sua insaputa.
Ma non sarebbe più bello starsene ognuno a casa propria ed incontrarsi quando se ne ha voglia?
Senza dare nulla per scontato?
Mantenendo il diritto di rifiutare o la libertà di accettare l’invito dell’altro senza per questo doverselo sposare?
Questa è libertà!
Quando ciò accade, il sole può sorgere, il fiore può sbocciare, l’amore può nascere.
Tra queste due libertà può nascere l’amore: un ponte tra due libertà.

Tutti gli animali hanno lo loro libertà, il loro spazio.
Quando i cani fanno la pipì sui pali stanno tracciando i confini del loro territorio.
L’odore dell’urina tiene lontani gli altri cani.
Fino a quando gli altri cani si terranno anche ad un solo cm. di distanza dal confine segnato, non succederà nulla. Appena superano il confine, scattano le zuffe!
Succede così, più o meno, con tutti gli animali selvatici!
Probabilmente anche un leone non farebbe nulla a nessuno. Se non superi il suo territorio ti considererà un gentiluomo che passeggia da quelle parti, ma appena entri nel suo regno, ti ucciderà.

L’amore dovrebbe essere un dono dato e preso in piena libertà.
Con consapevolezza e senza alcun condizionamento, men che mai quello della riproduzione e del luogo comune dello stare insieme “per farsi compagnia”.

Ora, considerato che tutti continuano a invadere il mio spazio, che mi dispiacerebbe fare pipì dappertutto per marcare il territorio, che intendo salvaguardare a tutti i costi la mia libertà, che per queste mie “strane idee” mi mandano continuamente … a quel paese, ho deciso di andarci da solo .... a quel paese. 
Me ne voglio andare a fare ................ il guru!  




EXTRATERRESTRE PORTAMI VIA Ho visto tante volte L'autunno ripartire Tra libri grappe e cachi E foglie colorate Io non mi illudo pi...