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sabato 14 giugno 2014

Sofia è la capitale della Bulgaria


Sta succedendo la fine del mondo proprio adesso sotto ai nostri occhi. 
Missili e bombe che cadono a grappoli sulle nostre teste. 
E boati assordanti e nuvole di polvere e fumo che si alzano.
Ma non gliene frega niente a nessuno!
Emigrare. Dovrei emigrare ma è faticoso. 
Portare gli scatoloni e farsi allacciare la corrente e tutto il resto. 
Avrei pensato alla Bulgaria. Ho letto qualcosa. 
I maschi trovano anche donne che per pochi euro ti badano bene. 
Poi sembra che gli ospedali funzionino discretamente.
Ma che fatica! Brutti i traslochi!
Io non voglio più pensare a niente. 
Perché nella vita ho già pensato a tutto quello che si poteva pensare ed ho già quasi finito la seconda passata (di pensieri) come si fa con i pomodori.
Devo pure controllare se in Bulgaria si prende sky in italiano.
Chissà se c’è una pizzeria che fa pizze mangiabili. 
Comunque io non andrei ad esplorare luoghi, usi e costumi di cui non me ne frega assolutamente nulla. 
Per i primi mesi me ne starei chiuso in casa a guardare la tv ed il pc e magari a spiare i vicini che parlano in bulgaro.
Ma la cosa più complicata è trovare una casa da acquistare o in affitto. 
Io sono impiccioso (difficile).
Ho fatto impazzire tutti i ragazzi delle agenzie immobiliari quando mi portavano a vedere case da comprare e dicevo sempre no no no no no. 
Alla fine la casa non l’ho più comprata. 
Mai posseduta una casa in vita mia. 
Ma forse è stato un bene.
Ora mi vado a vedere su internet tutte le cose della Bulgaria. 
La capitale è Sofia ed i rom, di cui dicono sia piena, dovrebbero ormai, nel frattempo, già essersi trasferiti tutti qui a Napoli. 
Insomma io ci sono già abituato. Ai rom.
Vabbè tanto per la pensione ci vuole ancora un po’.
Grazie Fornero.



martedì 3 giugno 2014

LA GENTE RICCA

La gente ricca si butta sulla cultura. Legge i libri, va in bicicletta e partecipa alle manifestazioni culturali. Ama le belle foto e sta con le belle donne. Mangia leggero e beve il vino buono da almeno 10 € a bottiglia. I ricchi che fan finta di non essere ricchi hanno l'amico che regala loro l'olio buono e si fanno fare gli innesti alle piante in giardino. Molti gioiellieri poveri hanno solo il Porsche Cayenne e vanno al ristorante in continuazione. Pure questa è ricchezza però è cafona. La gente ricca tiene il parquet e viene la donna a fare i servizi. La gente ricca mangia le nespole del proprio giardino e ci piace Concita De Gregorio che oggi ha fatto un servizio sull'infante il figlio del re di Spagna come se fosse rinato Gesù. Io faccio finta di stare al gioco ma Concita mi sta tanto sulle palle specialmente quando presenta i libri dell'ospite in studio. Perché ogni ospite in studio ha scritto un libro. Ma più di tutti i ricchi io odio Augias quando presenta i libri dell'ospite in studio. L'altra volta l'ospite era Ilvo Diamanti che faceva la faccia intelligente e diceva che internet non è tutto e Augias lo chiamava "professore" mentre la telecamera inquadrava il libro appena uscito. Questa vita è diventata davvero un inferno.




lunedì 17 giugno 2013

L’eppi auar



Io quando vedo un suv con il camorrista dentro che si fa le caccole nel naso e le attacca sotto al sedile in pelle oppure lo guida il figlio o la moglie con il navigatore satellitare da 8 pollici per andare a comprare le sigarette o il pane.
Pippo Baudo si è fatto tutti i capelli bianchi e quindi si è rifatto il look perché deve fare la tv.
Io se avessi un suv andrei spesso a fare il pieno per farmi vedere dalla benzinaia bona e poi quando compro le pizze mi divertirei a vedere entrare il cartone della pizza nel portabagagli elettronico che viene fuori il ripiano con il telecomando. Uaaaaaaa
Comunque i suv ce li hanno pure le persone per bene e non solo i delinquenti.
Dove abito io hanno quasi tutti il suv e fanno gli idraulici o hanno i caseifici o il meccanico e la domenica comprano grandi guantiere di paste e vanno sempre al ristorante che li vedo io con i miei occhi e quando parcheggiano al centro commerciale sono tutti suv grandi e grossi raramente una 600 o una utilitaria.
I farmacisti c’hanno un sacco di soldi però si fanno vedere nelle macchine normali quando lo sappiamo tutti che c’hanno comunque le ville di proprietà e fanno finta di essere normali cioè quasi quasi sono poveri.
Il TG3 regione fa vedere solo le notizie che vuole lui cioè l’inaugurazione di qualche evento o una scuola ristrutturata che si vede sempre il presidente della regione che taglia il nastro o comunque si vede che va tutto molto bene. Cioè si vede prima la cronaca di sparatorie e dopo la polizia che fa una conferenza stampa e si vede che ha preso i malviventi e fa vedere le armi e la droga sequestrati ed il capo dei carabinieri mentre parla nell'intervista sbatte i guanti di pelle da una mano all’altra. E poi la legalità e la cultura ed i concerti al teatro San Carlo.
Al Vomero (un quartiere di Napoli) le bambine fanno tutte la danza classica e da grandi fanno la scuola di danza del ventre per attrarre l’uomo e poi vanno a Londra.

E pensare che a Milano a quest’ora stanno facendo l’eppi auar.



giovedì 13 settembre 2012

CI VORREBBE UN AMICO


Io al supermercato compro solo quello che mi serve e non mi faccio fregare da mille cose inutili. Per farvi capire che tipo sono, io sono uno che non si fa ipnotizzare dalla musica di radio Carrefour in sottofondo e poi si porta a casa intere pedane di olio extra vergine di oliva al 3 x 2 a 3,40 al litro o di passata verace quella con i semini e le pellecchie (bucce) in offerta speciale max 12 pezzi.
Noi al supermercato compriamo poca roba tipo i pisellini primavera Findus o il minestrone del contadino con 15 verdure scelte o la farina integrale per il pane fatto in casa o le olive e capperi per fare gli spaghetti olive e capperi o la pasta sfoglia o i legumi secchi o qualche altra cosa.
Perché io compro l’olio quello buono che manco ve lo dico quanto costa.
Lo vado a prendere ad un frantoio di un amico di un amico mio ed è quello buono che pizzica un po’ in gola ma si vede subito che è di qualità.
Come pure il vino. Ho un amico che lo fa veramente con l’uva e lo fa anche per me e me lo tiene anche in cantina al fresco durante l’anno così che me ne prendo un po’ alla volta.
E poi facciamo anche le bottiglie di pomodoro ad agosto.
Non so se sapete cosa vuol dire fare le bottiglie di pomodori. Ci si fa regalare tot cassette di pomodori ed il giorno prima si lavano le bottiglie che si mettono ad asciugare a testa in giù e poi il giorno dopo si lavano i pomodori, si fanno bollire, si passano nel passapomodori e si riempiono di sugo le bottiglie che poi si fanno raffreddare e si chiudono per bene avvitando stretto con i tappi nuovi. Poi le bottiglie si devono far bollire ed allora si sistemano in appositi bidoni sistemati sugli appositi treppiedi e si accende un apposito fuoco con apposita legna recuperata in appositi posti.
Alla fine festeggiamo tutti assieme con una bella tavolata nel cortile dell’amico mio.
Ovviamente ci vuole un cortile molto grande per fare tutte queste cose.
Ma io per fortuna ho tanti amici. Tra parenti ed amici ci scappa sempre quello che ha un grande cortile per fare il vino e le bottiglie di pomodoro.
Per l’olio ve l’ho già detto prima che c’ho un amico.
Ora per quest’anno sto a posto.
Devo fare solo le melanzane sott’olio che ve le spiego un’altra volta. Comunque se vi volete preparare è facile. Basta avere un amico con la casa in montagna che vi regala l’origano di montagna ed un amico a Soverato che vi regala il peperoncino di Soverato. Ovviamente ci vuole anche un amico che vi regali 2 o 3 cassette di melanzane felice di disfarsene perché quest’anno ne sono uscite tante.
Ora stiamo pensando di fare la marmellata di fichi che però non abbiamo mai fatto.
Ci vorrebbe un amico con tanti alberi di fichi ...

lunedì 16 luglio 2012

LA BAIA DI IERANTO


Questa è la Baia di Ieranto sulla costiera amalfitana.
Quella che vedete nella foto qui sopra è la spiaggetta del Capitello.
La si può raggiungere a piedi o dal mare.
Via mare dal vicino porticciolo ("porticciuolo" si dice) di Nerano con le barchette di pescatori sempre pronti a portarvici o, più comodamente, da qualsiasi altra parte del mondo con il vostro yacht.
Noi per una volta abbiamo lasciato il panfilo nel porto, abbiamo dato una giornata di libertà alla servitù e siamo andati a piedi. 
Si parte dalla piazzetta di Nerano e, pian pianino, ci si inerpica lungo un  sentiero che sale sale sale fino alla vetta e poi scende scende scende fino al mare. 
Facilo no! 
Dovete stare sempre bene in salute! E' un augurio che vi faccio!
Se non siete abituati a scaricare un tir al giorno o a fare traslochi almeno una volta a settimana e se nelle ultime gare di pentathlon non vi siete classificati tra i primi 5 ... allora desistete! Non partite proprio. Ci vuole tanta salute per andare su questa spiaggetta. 
Io vi consiglio di starvene a casa spaparanzati sul divano con un bel telecomando in mano a vedere qualche replica di "via con vento" oppure il discorso di fine anno di Monti che a reti unificate, urbi et orbi, dice che ce la faremo. 
A noi ce l'avevano detto che sarebbe stata dura, che ci voleva un'ora - un'ora ed un quarto e che il sentiero era difficilotto. Ma non avevamo capito che difficilotto vuol dire otto volte difficile. 
Purtroppo, come sempre, le cose importanti si capiscono sempre dopo nella vita
Comunque il posto è incantevole, meraviglioso, un mare che lo vedete, nessuna schiumetta ad una certa ora, nessunissima cosa fuori posto. Quelli che si vedono in lontananza, cari voi, sono i faraglioni di Capri. T'è capì Carugati? Ho detto tuttto!
E, udite udite, nessuna nave da crociera con qualche comandante Schettino che viene a fare l'inchino. 
Vabbuò la musica è finita, gli amici se ne vanno e ... ciao a tutti. 
Le mie vacanze sono finite.
Cià cià cià.












venerdì 13 luglio 2012

NERANO

Spiaggia di Recommone ( Nerano - Sorrento - Terronia - Italia)
Nerano è un'altra perla della costiera amalfitana.
Il paesino è fatto di poche case di pescatori. Tutto il resto è spiagge e mare. 
La prima spiaggia che si incontra è quella dei turisti, dei ricchi, dei suv con cui sono arrivati, delle barche da 20 mt. con cui faranno il giro della costa, dei lettini allineati pieni di bonazze con le tette al vento, dell'aperitivo sotto all'ombrellone, del pranzo al ristorante, del riposino pomeridiano in camera e della serata elegante nei locali alla moda.  
Poi c'è la spiaggia alternativa, quella che per andarci devi camminare 1 km. a piedi tra sentieri immersi in una fitta macchia mediterranea. Quella che mentre cammini con un pesantissimo borsone che ti sega le spalle zeppo di asciugamani, maschere, pinne e colazioni, senti tutti i profumi del mondo, dal Trentino alla Sicilia, e ti diverti a strofinare il mirto tra le dita così come la mentuccia ed il finocchio selvatico; circondato da rarissime piante di "carrube" e tante more selvatiche che se l'è magnate tutte mia moglie ovvero Attila che dove passa lei non cresce più una mora (le abbiamo anche raccolte per farci la marmellata pure noi dobbiamo campare).  
Manca solo di andare a raccogliere il cocco per poi aprirlo con un bel machete come Guendalina all'isola dei famosi o un tagliatore di teste che taglia la testa alla fornero.
La spiaggia alternativa è quella di "Recommone" e la vedete nella prima foto.
Due lettini 10 euro, l'ombrellone è nostro, sulla spiaggia poche persone, mare pulitissimo e magnifico. Così bello che sembra il mare della Sardegna.
Un colpo d'occhio fantastico. Con annesso ed immancabile via vai di barche di lusso pieno di Minetti rifatte e profumate. Alcune hanno anche un cagnolino in braccio.
Tutto il resto è nelle foto.
Abbasso il lavoro, Wiva le ferie.
Il "senso della vita" come direbbe Bonolis.


Nerano

Nerano . spiaggia dei ricchi

Sentiero per la spiaggia dei poveri

Nerano - spiaggia dei ricchi 2

Il nostro ombrellone - il mio posto è sull'asciugamani dietro ai lettini al sole solo come un cane

orto giardino restrostante alla spiaggia di Recommone (quella della 1^ foto)

Spiaggia di Recommone - particolare

Spiaggia di Recommone - vista dal sentiero

Spiaggia di Recommone - vista dal sentiero 2

venerdì 6 luglio 2012

POSITANO 2


<-----  segue ----

Arriviamo in spiaggia alle 9.30. Tutta ciottoli e sassolini. Vuota e con le file di ombrelloni ancora chiusi e con il mare che è una tavola che dorme ancora come i turisti stranieri negli alberghi che, forse, stanno appena iniziando a fare colazione.
Li immagino lì nelle loro camere eleganti e con il terrazzino ombreggiato bello fresco.
Ah Positano! Quanto sei magica!

Intanto che scegliamo dove sistemarci veniamo trapassati da intensi odori di spaghetti a vongole, pesce al forno, carne alla brace e pane appena sfornato che si mischia a quello della crema solare della francesina vicina d’ombrellone con le tettine da fuori.
Ci guardiamo negli occhi e, telepaticamente, ci diciamo: “ma i ristoranti come mai cucinano gli spaghetti a vongole alle 9.30 di mattina?” Risposta telepatica “Magari li preparano prima e glieli scongelano a ora di pranzo”. “Al lunch!”. “Secondo me al lunch and anche al dinner”.
La verità è che molti stranieri, ammaliati dai profumi e dai sapori della cucina eccellente, iniziano a pranzare anche alle 10 - 11  di mattina. Li vedi lì, all'ombra della pagliarella della "Buca di Bacco" inforchettare gli spaghetti ai frutti di mare e bere un calice di vino.
Mentre tu sguazzi nell'acqua.
Il bagnino, un anziano ex coltivatore diretto locale con le mani di un cavatore di Carrara, ci apre l’ombrellone e ci sistema i lettini indossando una maglietta sudata con il logo “Lido l’incanto - Positano”. Bianco su blu.
Quella scritta è dappertutto! I lettini, le sdraio, il pergolato, i sassi, la sabbia, il salvagente, la barca di salvataggio, i remi. Anche sullo scontrino fiscale di 37 euro!
Mentre il mio harem stende gli asciugamani sui lettini e tira fuori creme e cremine spettegolando di non so cosa, io osservo la natura circostante e cerco di fissarla nella mente per quant’è bella.
Vorrei portarmi tutto a casa … odori, profumi, sole, mare!
Ma quant’è bella Positano! Che fortuna abitare da queste parti. Ci dovete venire!
Non è “vedi Napoli e poi muori”!. E’ vedi Positano e poi, se vuoi, muori.
Non c’è neanche un italiano, eccetto noi ed il bagnino! 
Neanche un padano, uno del Nord chessò di Bergamo o di Lambrate o del Piemonte ... Nada! Sono tutti stranieri!
Siamo circondati da un intreccio di lingue soave educato signorile profumato leggero silenzioso sorridente sereno appagato solare sobrio distaccato. 

D’un tratto i miei pensieri si fermano: era questa la sensazione che cercavo!
Ho un’illuminazione come quella di Siddharta!
Non cercavo il lusso, l’ostentazione, l’illusione della ricchezza, della vita facile … nooooo!
Avevo semplicemente bisogno di respirare un pò di tranquillità, un giorno senza lamenti.
Avevo solo bisogno di lenire per qualche ora le ferite della vita immergendo anima e corpo in un balsamo rigenerante. Positano!
Ora avevo capito il perché di quel “Positano” che mi tornava in mente da giorni, negli occhi, nel cuore, dappertutto!
Cercavo semplicemente una sensazione di benessere, di pace e di leggerezza.
Ed ora mi sentivo di nuovo leggero!
Ora mi sentivo finalmente a casa!
Molto più di quanto mi senta a casa quando sono a casa!
W la casa! W Positano! W la casa a Positano! 

Ogni piacere è un vizio, perché cercare il piacere è quello che fanno tutti nella vita. 
Ma l’unico vizio orrendo è fare quello che fanno tutti.
(Fernando Pessoa)







lunedì 2 luglio 2012

POSITANO


sottotitolo:                                        ... ce piaceno li polli, l'abbacchi e le galline,
                                 perché sò senza spine, nun sò com'er baccalà ...


Vai su gogol e te la schiaffano in faccia in tutto il suo splendore.
I profumi, i sapori, il mare, la gente, il calore, la bellezza, il cibo … bla bla bla bla!

La settimana scorsa siamo andati a Positano a fare il bagno.
Una gita fuori porta. Fantozziana. 
Esci la mattina e torni la sera. Un po’ cafone ma … si può fare!
Arrivi al parcheggio a pagamento di quel Paradiso e ti accoglie San Pietro con tutte le chiavi dei SUV in mano che, per soli 25 euro, ti sistema la tua miserrima 600 tra due magnifici e possenti fuoristrada ancora caldi.

Positano è un dedalo di viuzze strette e, da un certo punto in poi, si va solo a piedi. 
Se salti San Pietro (quello dell'ultimo parcheggio più vicino al mare) per trovare posto devi rifare 20 km di sensi unici! Però, in paradiso, tutto è più bello!
Le stradine per scendere al mare sono un tripudio di colori, pergolati di bouganville, vestiti, locali chic, ceramiche dipinte a mano, facce rilassate e sorridenti come quando ti svegli con il culo di Belen dall’alto e le tette di Cristina dal basso (G.F.), quello che ti fa le scarpe al momento, quello che spreme i limoni appena raccolti per farti la granita, quelli che
Non c’è alcuna invadenza, come si confà ad un luogo d'elite. 
Nessuno si avvicina con il classico “prego ha bisogno di qualcosa?” “no grazie diamo solo uno sguardo” “se ha bisogno chiami pure”.
A Positano, cosa unica al mondo, entri e non ti pensa nessuno.
Puoi anche prelevare un sapone, una bottiglia di limoncello, un vestito stile Positano, un piatto in ceramica di Positano, gli spaghetti a vongole appena serviti al giapponese al ristorante in piazzetta mentre fa le foto ... non se ne accorge nessuno!
C’è così tanta ricchezza nell’aria che i venditori sono sereni, soddisfatti, appagati.
Forse anche un tantinello seccati dalla presenza di tutti quei turisti. 
Magari non vedono l’ora che finisca la stagione estiva per poter ricominciare a vivere la loro beata tranquillità e reimpossessarsi del proprio spazio e del proprio tempo libero per passarlo come gli pare. 
Tipo a vedere i pescatori che ritornano dal mare, la partitina a carte al bar con gli amici o magari, chessò, starsene in casa a contare i soldi racimolati in estate e fare le mazzette di 500 - 200 – 100 – 50 per tenerli ordinati.
E’ divertente, provateci anche voi! 
Si fa così: ogni 100 bigliettoni ci metti un elastico a 2 o 3 giri bello stretto, poi ci avvolgi una fascetta di carta tipo banca al centro (del mazzo), la spilli, poi togli l’elastico e ci scrivi sopra (alla fascetta non all’elastico) 50.000, 20.000, 10.000, 5.000. 
Cioè l’importo. E lo puoi scrivere anche senza il punto.
Libera-mente.
Le mazzette da 20 euro in giù a Positano le banche non le fanno più da anni. 
Prima le mandavano al macero come le arance calabresi.
Ora, da un po', I biglietti da 20 da 10 e da 5 li tengono lì, alla rinfusa, assieme ai saponini profumati a forma di limone in un raffinato cestino di vimini adagiato tra la porta girevole ed il bancomat a disposizione dei clienti.
In omaggio. Come un cadeaux.
Come gli assaggi di cioccolata nelle fabbriche di cioccolata o il bicchierino di limoncello all'ingresso delle fabbriche di limoncello, o la degustazione di vino nelle cantine, gli stuzzichini degli aperitivi o l'oliva nel martini o ...

...... segue ---> ? boh!

venerdì 29 giugno 2012

Caronte


Ancora una notte sudata a pensare
su come dare un senso alle cose
ancora un inutile piccolo passo
sulla strada che porta al creatore
Anche stavolta s'è tutto concluso
nel solito modo
su di un letto disfatto
di una casa plebea
di una sera d'estate
senza tende alle finestre
senza tavoletta sul water
senza sapone nel bagno
senza fiori nel vaso
senza neanche un secchio
sotto al contatore dell’acqua
che gocciola ancora
come tanti anni fa
E senza altre vitali presenze
che una Colonia di formiche ordinate
che lavorano il grana padano
sbriciolando molliche di pane
Entra dunque Caronte infuocato
urla pure per farti sentire
spara in faccia queste inutili fiamme
per uccidere un uomo già morto
E’ finita anche la crema
per le scottature
Ed ha anche vinto l’Italia
Caronte falla finita
traghettami fino all’inferno

sabato 9 giugno 2012

IL PIENO


Io l’auto la uso poco e sto quasi sempre in riserva.
Oggi ho fatto 40 euro di benzina e la benzinaia mi ha lavato anche il vetro posteriore.
Non sempre lo fa.
In genere lava solo l’anteriore.
Poi mi ha sorriso e si è avvicinata, chinandosi dolcemente, a pochi centimetri dal viso.
Mi ha anche appoggiato, per caso, una tetta sul gomito che avevo appoggiato al finestrino.
Poi mi ha chiesto se volevo mettere i punti sulla scheda.
Io ho risposto che non ho la scheda.
Lei, sorridente, mi ha chiesto come mai non avessi la scheda dal momento che quest’anno ci sono bei premi.
Io ho farfugliato qualcosa che adesso non ricordo.
Intanto, all’altra colonnina, arrivava una ragazza in una SMART e lei ha mandato l’altro ragazzo a servirla.
Poi è arrivato un SUV bianco, nuovo fiammante, un BMW X7 e quello alla guida aveva la faccia di uno che non spende solo 40 euro.
Lei deve essersene accorta.
Infatti lui ha chiesto il pieno.
Mi ha dunque salutato con un cenno della mano e, dopo aver estratto la pistola dell’erogatore del gasolio per infilarla nel serbatoio del SUV, è andata ad appoggiare tutte e due le tette sul braccio di quell’altro.
E sono sicuro che gli avrà incollato anche i punti sulla scheda! Leccandoli un pò!

giovedì 11 agosto 2011

IL DIRIGENTE



Il dirigente, di norma, non capisce un cazzo.
 Essere tonto” è il requisito essenziale per fare il dirigente, come la sega per il falegname, la zappa per lo zappatore. Anche se ….  o zappatore nun sa scorda a mamma!
Un dirigente, in genere, non sa neanche dirigere il traffico di tre trattori in Trentino durante la trebbiatura.
Il dirigente è un leccaculo che lecca sempre il culo del Direttore Generale.
L’altra volta un dirigente andò dal dottore a farsi visitare e quello gli disse “cacci la lingua e faccia aaaaaaaaaaa”. Dopo un attimo il dottore “Cazzo ma lei è un dirigente!” E lui “Si ma come ha fatto, ci conosciamo?
Un dirigente per fare il dirigente deve sapere afferrare i moscerini al volo mentre parla e deve sapersi aggiustare la cravatta durante una riunione specchiandosi nell’armadietto di fronte.
Un dirigente deve avere una bella scrivania con il tagliacarte, il portapenne ed il pc spento perché non sa usare bene excel.
Un dirigente deve saper curare la pianta mangiafumo regalata dai collaboratori facendola innaffiare regolarmente dalla signora delle pulizie che quando entra dice “posso dottore?” e lui dice “venga signora, prego”.
Il dirigente non perde mai la calma.
Se tu gli dici “sei uno stronzo” lui non reagisce subito perché così gli hanno insegnato al corso per dirigenti di due settimane nell’agriturismo “L’inchino” in Toscana.
Il dirigente ha sempre paura di perdere la poltrona. Perché se la perde, poi, non può più venire in ufficio con il SUV (un fetentissimo RAV4 di merda come lui) e parcheggiare nell’apposito parcheggio gratuito per dirigenti.
Il dirigente fa la riunione di lavoro 5 minuti prima della pausa pranzo per capire se c’è qualcuno che vuole andare a pranzo con lui e, purtroppo, c’è sempre qualche schiavo che accetta, schiavo dei bisogni di gratificazione che a loro piace chiamare passioni ideali quando in fondo tutto quel che cercano, da veri mendicanti, è un applauso, una lode, una carezza.
Tra questi schiavi spicca sempre la solita stronzetta che accetta di andare a pranzo con il dirigente nella speranza di portarselo prima o poi a letto per poi raccontarlo alle altre e farle schiattare di invidia.
Il dirigente ha il telefono con il display grande e tanti bottoni che non sa a che servono però vede il numero di chi chiama e decide al momento se rispondere o meno.
L’ultima volta mentre era in corso una riunione con tanto di zizzania tra collaboratori assertivi e propositivi che si sputavano in faccia l’un l’altro mentre lui rideva compiaciuto, il telefono squillò a lungo.
Con il sorrisetto di chi la sa lunga disse “questo è quello stronzo del direttore dell’ufficio Contabilità, ma io non gli rispondo questa volta lo faccio schiattare a quell’imbecille di merda”.
Dopo un minuto bussano alla porta ed è il direttore dell’ufficio Contabilità “ma allora ci sei? Ti sto chiamando da mezz’ora e non mi rispondi!”. “Si hai ragione carissimo, ma ero in riunione”. “In riunione? Ah scusa, allora torno dopo”. "Ma no cosa dici, caro, accomodati pure!”.
Ok allora voi andate pure. Ci vediamo nel pomeriggio, va bene?
Mi raccomando, voglio vedervi tutti, d’accordo?

domenica 10 luglio 2011

IL TRENO DEI DESIDERI

AZZURRO


Sei felice di prendere il treno
con il biglietto stampato da casa
ed andartene su è giù
per un’Italia a brandelli
flosce come un albume.
Non c’è neanche un panorama
a cui lanciare uno sguardo
nei lunghissimi tunnel
ma che tanto non vorresti vedere
sei sempre troppo impegnato
a giocare col tablet
appena comprato
col mondo e col tuo vuoto interiore.
Lei è a casa che ti aspetta giuliva
quest’anno ha fatto proprio bene la dieta
e non chiede di meglio
che farsi vedere in due pezzi
senza un filo di cellulite
Dio fa che questo eurostar
mantenga l'anticipo di 5 minuti.
Lei ti darà tanti bacini
e la tua dose di sesso a contratto.
E mentre le sarai addosso
sudato e ansimante
lei starà immaginando il vestito
che indosserà stasera
Fa presto dunque a finire
che lei deve ancora spalmare
viso e corpo e deve ancora arrivare
parrucchiere ed estetista
per la colata alle unghie.
Ma non s'era forse già detto
che arriva sempre per caso


EXTRATERRESTRE PORTAMI VIA Ho visto tante volte L'autunno ripartire Tra libri grappe e cachi E foglie colorate Io non mi illudo pi...