giovedì 11 agosto 2011

IL DIRIGENTE



Il dirigente, di norma, non capisce un cazzo.
 Essere tonto” è il requisito essenziale per fare il dirigente, come la sega per il falegname, la zappa per lo zappatore. Anche se ….  o zappatore nun sa scorda a mamma!
Un dirigente, in genere, non sa neanche dirigere il traffico di tre trattori in Trentino durante la trebbiatura.
Il dirigente è un leccaculo che lecca sempre il culo del Direttore Generale.
L’altra volta un dirigente andò dal dottore a farsi visitare e quello gli disse “cacci la lingua e faccia aaaaaaaaaaa”. Dopo un attimo il dottore “Cazzo ma lei è un dirigente!” E lui “Si ma come ha fatto, ci conosciamo?
Un dirigente per fare il dirigente deve sapere afferrare i moscerini al volo mentre parla e deve sapersi aggiustare la cravatta durante una riunione specchiandosi nell’armadietto di fronte.
Un dirigente deve avere una bella scrivania con il tagliacarte, il portapenne ed il pc spento perché non sa usare bene excel.
Un dirigente deve saper curare la pianta mangiafumo regalata dai collaboratori facendola innaffiare regolarmente dalla signora delle pulizie che quando entra dice “posso dottore?” e lui dice “venga signora, prego”.
Il dirigente non perde mai la calma.
Se tu gli dici “sei uno stronzo” lui non reagisce subito perché così gli hanno insegnato al corso per dirigenti di due settimane nell’agriturismo “L’inchino” in Toscana.
Il dirigente ha sempre paura di perdere la poltrona. Perché se la perde, poi, non può più venire in ufficio con il SUV (un fetentissimo RAV4 di merda come lui) e parcheggiare nell’apposito parcheggio gratuito per dirigenti.
Il dirigente fa la riunione di lavoro 5 minuti prima della pausa pranzo per capire se c’è qualcuno che vuole andare a pranzo con lui e, purtroppo, c’è sempre qualche schiavo che accetta, schiavo dei bisogni di gratificazione che a loro piace chiamare passioni ideali quando in fondo tutto quel che cercano, da veri mendicanti, è un applauso, una lode, una carezza.
Tra questi schiavi spicca sempre la solita stronzetta che accetta di andare a pranzo con il dirigente nella speranza di portarselo prima o poi a letto per poi raccontarlo alle altre e farle schiattare di invidia.
Il dirigente ha il telefono con il display grande e tanti bottoni che non sa a che servono però vede il numero di chi chiama e decide al momento se rispondere o meno.
L’ultima volta mentre era in corso una riunione con tanto di zizzania tra collaboratori assertivi e propositivi che si sputavano in faccia l’un l’altro mentre lui rideva compiaciuto, il telefono squillò a lungo.
Con il sorrisetto di chi la sa lunga disse “questo è quello stronzo del direttore dell’ufficio Contabilità, ma io non gli rispondo questa volta lo faccio schiattare a quell’imbecille di merda”.
Dopo un minuto bussano alla porta ed è il direttore dell’ufficio Contabilità “ma allora ci sei? Ti sto chiamando da mezz’ora e non mi rispondi!”. “Si hai ragione carissimo, ma ero in riunione”. “In riunione? Ah scusa, allora torno dopo”. "Ma no cosa dici, caro, accomodati pure!”.
Ok allora voi andate pure. Ci vediamo nel pomeriggio, va bene?
Mi raccomando, voglio vedervi tutti, d’accordo?

sabato 6 agosto 2011

Robin Hood




Il mondo intero si è sempre basato sullo sfruttamento dei poveri per arricchire i ricchi e questa si chiama schiavitù. Tranne in pochissimi casi (paesi nordici tipo Svezia) ogni Stato si fonda sul massimo sfruttamento dei cittadini-schiavi.
Lo schiavo crede di essere un libero cittadino ma è solo un bene che, dalla nascita, entra a far parte del patrimonio del padrone che su di lui ha diritto di vita o di morte.
Lo stato promuove ed ama i ricchi, i furbi e gli evasori fiscali. Dice di odiarli ma li ama alla follia. Perché costoro sono il serbatoio di voti con cui i politici si fanno “autorizzare” a rubare. Loro votano i politici ed i politici consentono loro di rubare, evadere, e sfruttare gli schiavi.
 Il cittadino-schiavo che è onesto e non fa il furbo deve solo essere spremuto come un limone dedicando tutta la sua vita al lavoro ed al padrone che impartisce i suoi ordini in tv o qualche volta sulle gazzette ufficiali.
Il padrone, sui soldi delle tasse pagate dagli schiavi, ruba solo il 90%.Con il restante 10% cerca di mandare avanti l’Italia.

Lo stato in teoria dovrebbe incassare 1000 da tutti gli italiani. Invece ne incassa solo 500 dal momento che le tasse le pagano solo i lavoratori dipendenti.

Poi su quei 500 deve fare la cresta per la casta cioè rubare trattenendo qualcosa per comprare ville e castelli per tutti e/o case a Scajola a sua insaputa. Facciamo che la casta trattiene 400 per il proprio ladrocinio privato.

Ne restano 100. Con quei 100, in effetti, è difficile mandare avanti l’Italia!
Ed allora che si fa? Si aumentano le tasse! Elementare Watson! 
Lo stato di salute di uno Stato si misura esclusivamente sul buono o cattivo rapporto tra schiavo e padrone. Un padrone che spende un po’ dei soldi rubati per gli schiavi è un buon padrone.

La fabbrica di schiavi (la famiglia) funziona come un immenso magazzino ricambi. Appena si rompe uno schiavo robot ne prendono un altro nuovo di zecca in sostituzione tanto il magazzino è stracolmo (sovrappopolazione mondiale).

Il cittadino schiavo serve a produrre le ricchezze dei padroni (politici) affinché questi possano mantenere inalterato nel tempo il proprio patrimonio accumulato con le rapine ai sudditi.
Parlare di economia, spread btp bund, Bce, recessione, pil non serve a nulla.
Queste cose le capisce solo Renzo Bossi.
La maggioranza del popolo italiano, diversamente abile, non ne capisce un cazzo. Prova a spiegare lo spread, il pil, il quark e quant’altro ai vecchietti che giocano a bocce. Quelli che invece lo capiscono bene sono i politici, i loro amici e parenti, i loro elettori e tutti insieme sanno bene come papparsi tutto.

I lavoratori dipendenti sono gli unici a pagare le tasse e gli italiani devono ringraziare loro per il benessere (falso) che c’è stato in questi anni in Italia.

Per tale motivo, ai politici padroni ed ai loro sodali (ed al vaticano) andrebbe espropriata ogni ricchezza. 
Poi  andrebbero mandati a raccoglier pomodori per il resto dei loro giorni con Ratzinger a fare il caporale di giornata.

Qualsiasi altra soluzione, reimpasto di governo, destra o sinistra, immissione di liquidità sul mercato, aumento tasse, incentivi alle imprese, altri tagli, blocco delle banche, debito sul debito … non servirà a nulla.
Cambierebbe solo il livello di schiavitù.

Il mondo è nelle mani delle multinazionali. Gli Stati sono nelle mani delle multinazionali.
Robin Hood. Adesso ci vorrebbe proprio lui!
O un bel Transformer? O i Vendicatori? Iron Men?
O Robocop 6?  O dare fuoco a tutto? Nerone? Boh!



mercoledì 27 luglio 2011

CHI TE CAT




Anche il gatto stasera
non ha voglia di lavarsi i denti.
Ci son certi giorni in cui
non hai neanche voglia
dei croccantini di manzo Royal Gattin
o di sognare di prendere un topo.
Ti vieni a sdraiare vicino
adagi il tuo mento sul braccio
e mi guardi ogni tanto negli occhi
facendo in sordina le fusa
per farmi capire
che mi hai già perdonato
per non averti dato neanche stasera
la tua scatoletta di carne Kit e Rat.
Vorrei tanto farti capire
che i bocconcini di agnello
Baffo Goloso
di cui sei ghiotto
sono finiti e sono rimasti soltanto
i bocconcini di
Tonno Bonito 
che tu odi tanto
e che non hai mai degnato
di alcuna attenzione.
Domani ti faccio la scorta di tutto
e ti prendo anche una confezione
di pranzetti assortiti di carne Felix
che sono in offerta. 
Dai adesso andiamo a guardarci la luna

domenica 24 luglio 2011

BINARIO MORTO


BINARIO MORTO

Le scelte si pagano sempre
chissà chi cavolo ero
e che avrò mai fatto in passato
per pagare così tanto salato il mio conto.
Ma dimmi, o caro Merlino,
cos’è quel colore cobalto
sulle piume di seta ...
il riflesso di uno stagno su Marte
o è semplice acqua di Luna?
Hai notato come parla per bene italiano
il parrocchiano?
M’ha rubato vino e salsicce
ed anche pane e formaggio
avrei dovuto esserci io
a curare le piante
nell’orto alle spalle della chiesa
ed a dare conforto a fedeli
ammaestrate bizzoche
che pregano e cucinano bene
in cambio di dir qualche messa
e qualche rosario.
Avrei dovuto esserci io
con la tonaca addosso
ad invecchiare in grazia di Dio
riverito, servito e pregato.
Ed invece che fesso che sono
a fare il barbone in stazione
mi tocca rubare ogni tanto
mentre aspetto la fine dei giorni
qui nell’angolo a ricevere sputi
in questi occhi che vedono nebbia
su questa testa senza cervello
senza capelli e senza cappello.
Qui è sempre tutto in ritardo
e c’è tanta gente che aspetta
chissà quando arriva il mio treno
chissà se è giusto il binario.

giovedì 21 luglio 2011

TU TU


TU TU --- TU TU --- TU TU --- TU TU --- TU TU
  • Buongiorno vorrei prenotare una tac
  • Si certo aspetto faccia pure con calma
  • Cosa? Ad ottobre?
  • No senta lei non ha capito
  • Ma si rende conto che potrei morire prima?
Si lo so ma non posso farci nulla
  • Mi passi il suo superiore
  • Ed allora mi passi il suo dirigente
  • Cosa? Ma che cazzo dice!
  • Non è possibile ci sarà un dirigente lì sopra!
  • Scusi ma lei chi è?
  • Io ho diritto ad avere un appuntamento
  • La legge parla chiaro
  • In 24 ore devo avere una risposta
Si lo so ma io non posso farci niente
Prima del 20 ottobre è tutto prenotato
  • Ma io vi denuncio
Faccia come crede
  • Mi dia il suo numero di matricola
Non abbiamo matricole
  • Ed allora il suo nome e cognome
  • Ed anche luogo e data di nascita
Vuole anche il codice fiscale?
  • Non faccia lo spiritoso
  • Ma si rende conto che ottobre è tra 3 mesi?
  • No lei non ha capito
  • Sono un alto dirigente dell’inps in pensione
Alto nel senso di altezza?    
  • Cosa? Ma come si permette?
Senta scusi c’è altra gente in attesa
  • No lei deve solo rispondere a telefono
Ecco appunto dovrei fare il mio lavoro
  • Si perché il suo lavoro è rispondere al telefono
  • Siete tutti dei fannulloni
Ora sta esagerando signore
  • hanno ragione a dire che non fate un cazzo
Signore non mi costringa ad attaccare il telefono
  • Dalla voce si direbbe che lei è un terrone
  • Sei un funiculì funiculà vero napoletano di merda vero?
  • Allora sei calabrese merda dillo sei un calabrese?
Ascolti me lo conferma quest’appuntamento si o no?
  • Si certo che te lo confermo terruncello
  • Ti confermo che vengo lì e ti spacco la faccia
  • Ora mi vesto e vengo lì a spaccarti il culo
  • Stronzo terrone di merda
Venga signore l’aspetto con ansia
  • Stronzo fai anche lo stronzo terrone!
TU TU TU TU TU TU TU TU TU TU TU

domenica 10 luglio 2011

IL TRENO DEI DESIDERI

AZZURRO


Sei felice di prendere il treno
con il biglietto stampato da casa
ed andartene su è giù
per un’Italia a brandelli
flosce come un albume.
Non c’è neanche un panorama
a cui lanciare uno sguardo
nei lunghissimi tunnel
ma che tanto non vorresti vedere
sei sempre troppo impegnato
a giocare col tablet
appena comprato
col mondo e col tuo vuoto interiore.
Lei è a casa che ti aspetta giuliva
quest’anno ha fatto proprio bene la dieta
e non chiede di meglio
che farsi vedere in due pezzi
senza un filo di cellulite
Dio fa che questo eurostar
mantenga l'anticipo di 5 minuti.
Lei ti darà tanti bacini
e la tua dose di sesso a contratto.
E mentre le sarai addosso
sudato e ansimante
lei starà immaginando il vestito
che indosserà stasera
Fa presto dunque a finire
che lei deve ancora spalmare
viso e corpo e deve ancora arrivare
parrucchiere ed estetista
per la colata alle unghie.
Ma non s'era forse già detto
che arriva sempre per caso


domenica 3 luglio 2011

RAGU' ESTIVO

Prima le salsicce si facevano solo in inverno.
Adesso le trovi tutto l’anno come i pomodori, le melanzane e i peperoni.
E’ domenica mattina e, a giudicare dai movimenti, dev’esserci una festa qui all’appartamento di fianco al mio, al 2°piano.
Dove abito ci sono 4 appartamenti a piano.
3 appartamenti sono occupati da madre e 2 figlie sposate con rispettive famiglie. Il quarto appartamento è il mio che, rispetto al loro, deve sembrare una casa chiusa. Mai un piatto che vola, una bestemmia verso San Gennaro, una discussione con sputo finale!
Siamo gente tranquilla, noi; spesso ci prendono per gente del nord.

Loro, invece, hanno sempre le porte aperte e c’è un tale via vai di gente e caccavelle piene di cibo che ci vorrebbe un semaforo con telecamera nascosta per regolamentare un po’ il traffico di persone e di merci.
La mamma (int.7) ha la stazza di una vecchia matrona romana con lo sguardo di ghiaccio ed il fazzoletto al collo per asciugare il sudore stile camionista, vestita sempre con ampie tuniche da tutto a 50 cent. Corazzata come un SUV di quello a 4 ruote motrici.

Le due figliole belle formose (interni 5 e 6) con seni da balia e culo da balena sempre alle prese con bimbi piccoli, pannolini e teglie da infornare.
Stamattina, al ritorno dal footing domenicale, sono stato colpito da un penetrante odore di ragù napoletano, eduardiano - di quelli tipicamente invernali pur essendo nel mese di giugno. Roba da sopravvivere in Alaska per un mese senza rifornimenti. Man mano che salivo le scale l’odore diventava sempre più forte e stuzzicante. Riuscivo, nonostante la stanchezza, a percepirne la composizione, a saggiarne la consistenza, la sapidità, il colore.

Secondo me questo ragù è fatto così:
700 gr. di cipolle
Un bel battuto di sedano, prezzemolo e 2 carote
500 gr di gallinella di maiale (stinco) - 700 gr di lacerto di manzo - 500 gr si salsicce di maiale a punta di coltello - Mezzo bicchiere di vino rosso - 3 litri circa di pomodori pelati o passata di pomodoro.
Fuori al loro balcone si vede la pentola con il ragù di cui sopra sobbollire piano coccolata dalla fiammella di una bombola di gas da 3 kg. di quelle che usi per le emergenze o per soffriggere le cipolle o la frittura di pesce per non appestare per minimo due giorni.
Il nonno e la nonna ogni tanto escono dalla cucina e si affacciano al balcone per controllare la collina di spazzatura se sale o se scende e per dare una giratina con la cucchiarella.
Appena alzano il coperchio qualche schizzo di sugo colpisce il malcapitato e scatta subito l’imprecazione “mannaggia accà mannaggia allà”.
Il profumo non riesco a descriverlo tanto è celestiale e sublime.

Profumi di antico, di quelli che sentivi nei vecchi portoni d’un tempo con il portiere nella guardiola e le scale larghe larghe da cui la domenica scendevano le signore per andare a messa.

venerdì 1 luglio 2011

LA BANDA DEGLI ONESTI


La società continua a cambiare ma in realtà non cambia mai nulla.
La sostanza delle cose è sempre la stessa.
Solo le forme cambiano in continuazione ma non sono altro che schiavitù che si trasformano in altre schiavitù.
Cambia l’oppressore ma non cambia l’oppressione, cambia il Presidente del Consiglio, il sindaco, il Governatore della regione ma lo sfruttamento ed i ladrocini non cambiano mai.
Cambiano le finanziarie ma pagano sempre gli stessi: lavoratori dipendenti e pensionati.
E mentre c’è che si arrabatta e tira a campare, aumenta la fila di SUV in autostrada.
Al CCISS viaggiare informati è tutta una segnalazione di incolonnamenti di km di SUV in qualsiasi direzione vacanziera. Le telecamere inquadrano un attimo la Firenze mare direzione sud e passano velocemente alle auto verso l’Adriatico.
La società non esiste, è solo un’astrazione, un’idea, un concetto, un’idea (Gaber).
La società è solo un simbolo, un concetto, un logo.
Quando scendo da casa io non incontro la società, la regione, lo stato.
Io incontro persone vive in carne ed ossa, che parlano, respirano, ridono, piangono, sognano.
La società è fatta di quella cosa chiamata “uomo”.
Se non si trasforma l’uomo non cambierà mai nulla, sarà sempre e solo una finzione.
Continuare a credere, sperare, immaginare equivale a continuare a vivere nell’infelicità.
Un uomo addormentato, un uomo stupido e perennemente in competizione con i propri simili, è il normotipo del perfetto suddito di ogni tiranno.
Sopportare il viso di Angelino Alfano commosso mentre viene proclamato segretario del PDL, la banda degli onesti, è il segno della follia conclamata.
Tra qualche tempo ci sarà il concertone di addio di Vasco Rossi, a cui seguirà quello di Giovanotti, di Zucchero e così via. E tra un po’ riprenderà anche il campionato.



                                                          
   

sabato 25 giugno 2011

STASERA ... PESCE








... trafitto da un raggio di sole ...

il pulitore del pesce

la nota ditta venditrice di pesce

ingrandite e gaurdate i nomi dei vari tipi di pesce ... zompa zompa (salta salta)

porta Capuana

signora che sistema il pesce sulla bancarella


domenica 19 giugno 2011

DA DA DA



La notte non porta consiglio
a me non ha detto un bel nulla
non è questa la strada, lo sento.
Certe volte conviene dormire
su un letto di nuvole
lontano da chi può farti capire
di aver perso la strada.
Forse sono soltanto bugiardo
forse il cuore ha cambiato gestione.
Converebbe fare una foto
alla pioggia che cade
e smettere di fare il pagliaccio e l’attore.
Chissà dove saranno nascosti
il regista ed il suggeritore!
Ti soffermi sulla replica estiva
il da da da per chi resta a casa
e non ridi proprio per nulla.
Dio non guarda quaggiù dalle stelle
ed infatti anche oggi il cielo
ha di nuovo sbagliato colore
come un servo che senza padrone
non lavora e si mette a giocare.
Allora è meglio fermarsi un momento
prima di riprendere a camminare
dai prendiamoci un altro mojito
e restiamo con i piedi nell’acqua.
Farò tutto quello che vuoi
perché tanto lo so
che anche quest’anno, l’estate,
passerà senza grandi sorprese.


venerdì 17 giugno 2011

UN SUV PER TUTTI




Il mondo così com’è non mi piace. Voglio fare la rivoluzione!
La rivoluzione oggi si fa con i SUV e non con la Nissan Micra di Mariolino, la Renault 19 del sottoscritto o quella ancora più scassata di Vitamina.
Oggi, per fare la rivoluzione, non serve più un popolo armato di forconi, ma un esercito di SUV come quello di Giusy che avanzano incolonnati come in autostrada e pieni di modelle.
Io non odio i SUV. E non odio neanche i proprietari dei SUV e le donne che guidano i SUV.

La prossima rivoluzione la faranno i ricchi.
Tutte le rivoluzioni del passato sono sempre fallite perché partivano dalle masse e non dall’individuo, dalla povertà e non dalla ricchezza, dalla rabbia e non dalla gioia.

Il “povero” non può fare la rivoluzione.
Il “povero” non può fare proprio nulla perché è troppo impegnato a pensare a come procurarsi il pane ed il companatico. Deve pensare alla casa, ai bambini, ai vestiti, a comprare le medicine, ai vecchi, ad andare a votare Berlusconi, a lavorare notte e giorno e, spesso, non riesce neanche a farle queste piccole cose.
Il “povero” passa tutta la vita a desiderare un SUV o a fare sempre bunga bunga.
Per il “povero” evitare il lavoro e la fatica equivale a morire, a suicidarsi.
Non ha tempo per vivere. E troppo impegnato a sopravvivere.

Solo quando sei molto ricco, solo quando possiedi tutto quello che si può possedere magari anche a tua insaputa come Scajola, puoi cominciare a percepire e ad interessarti al vuoto interiore.
Il vuoto interiore lo si comincia a percepire solo quando si è riempito il vuoto esteriore.
A pancia piena si ragiona meglio. Con una casa vista Colosseo si ragiona ancora meglio.
A pancia piena si può riflettere con calma, si può diventare “consapevoli” del mondo che ci circonda e di se stessi, sviluppare la propria interiorità, coltivare l’amore, guardare le eclissi, i film porno, le albe, le excort, i tramonti, non fare nulla, divertirsi, sognare, volare, gioire, bunga.

Quando si sperimenta la ricchezza ed il benessere, prima o poi si diventa tutti come Siddharta o San Francesco. Siddharta e San Francesco provenivano entrambi da famiglie molto ricche.
Avevano tutti e due la casa in centro di 300 mq appena ristrutturata vista mare, Tevere e Paradiso.
Avevano tanti SUV con cui salire sulle vette più alte da cui buttarsi giù in deltaplano per vedere di nascosto l’effetto che fa. Avevano tanti SUV per fare “le discese ardite e le risalite su nel cielo aperto e poi giù il deserto e poi ancora in alto con un grande salto…”!
Io vorrei che i SUV li avessero tutti e che il mondo fosse più ricco di quanto lo sia adesso.
Sogno un’umanità completamente libera dal lavoro con tutto il tempo a disposizione da dedicare a sviluppare il proprio senso estetico ed artistico, a rilassarsi ed a non fare nulla.

Ma, così come stiamo, in questo abnorme squilibrio tra ricchi e poveri, il mio sogno è autentica follia. Con 7,5 miliardi circa di persone troppo occupate a sopravvivere, a tirare a campare, ad essere schiavi di qualche padrone …. tutto ciò che ho detto è una follia.
Le persone veramente più ricche del mondo sono quelle che hanno una grande sensibilità, un grande cuore. Come Mariolino.
Perché straripano di vita, di gioia di vivere e sono contagiose, molto contagiose!
Anche se a volte sembra che vogliano morire
L’ultimo referendum del 12 e 13 giugno 2011, che ha visto una grande partecipazione di italiani al voto, è la prova provata che anche il popolo dei blog comincia a contare qualcosa.
Internet è una gran cosa.
Fino a ieri i tiranni impartivano i loro ordini ai sudditi attraverso la tv, propinando informazioni false e condizionandone completamente il cervello.
Oggi, con internet, c’è finalmente la possibilità di comunicare, di dialogare, di contagiare gli altri, di farsi sentire. Si può finalmente partire dal basso. Alla Beppe Grillo.
Si può finalmente cominciare a pensare di trasformare questa schifezza di “democrazia rappresentativa” (una fabbrica di ladri) in una democrazia “partecipativa” in cui cioè, come è successo nel referendum, tutti possono dire “direttamente” come la pensano.
Siamo solo agli inizi della rivoluzione.  Tra qualche secolo ne vedremo delle belle.
Il tempo è galantuomo!
E non chiedetemi come si fa a diventare ricchi!  Questa è un’altra storia!

EXTRATERRESTRE PORTAMI VIA Ho visto tante volte L'autunno ripartire Tra libri grappe e cachi E foglie colorate Io non mi illudo pi...