lunedì 16 luglio 2012

24 LA BAIA DI IERANTO


Questa è la Baia di Ieranto sulla costiera amalfitana.
Quella che vedete nella foto qui sopra è la spiaggetta del Capitello.
La si può raggiungere a piedi o dal mare.
Via mare dal vicino porticciolo ("porticciuolo" si dice) di Nerano con le barchette di pescatori sempre pronti a portarvici o, più comodamente, da qualsiasi altra parte del mondo con il vostro yacht.
Noi per una volta abbiamo lasciato il panfilo nel porto, abbiamo dato una giornata di libertà alla servitù e siamo andati a piedi. 
Si parte dalla piazzetta di Nerano e, pian pianino, ci si inerpica lungo un  sentiero che sale sale sale fino alla vetta e poi scende scende scende fino al mare. 
Facilo no! 
Dovete stare sempre bene in salute! E' un augurio che vi faccio!
Se non siete abituati a scaricare un tir al giorno o a fare traslochi almeno una volta a settimana e se nelle ultime gare di pentathlon non vi siete classificati tra i primi 5 ... allora desistete! Non partite proprio. Ci vuole tanta salute per andare su questa spiaggetta. 
Io vi consiglio di starvene a casa spaparanzati sul divano con un bel telecomando in mano a vedere qualche replica di "via con vento" oppure il discorso di fine anno di Monti che a reti unificate, urbi et orbi, dice che ce la faremo. 
A noi ce l'avevano detto che sarebbe stata dura, che ci voleva un'ora - un'ora ed un quarto e che il sentiero era difficilotto. Ma non avevamo capito che difficilotto vuol dire otto volte difficile. 
Purtroppo, come sempre, le cose importanti si capiscono sempre dopo nella vita
Comunque il posto è incantevole, meraviglioso, un mare che lo vedete, nessuna schiumetta ad una certa ora, nessunissima cosa fuori posto. Quelli che si vedono in lontananza, cari voi, sono i faraglioni di Capri. T'è capì Carugati? Ho detto tuttto!
E, udite udite, nessuna nave da crociera con qualche comandante Schettino che viene a fare l'inchino. 
Vabbuò la musica è finita, gli amici se ne vanno e ... ciao a tutti. 
Le mie vacanze sono finite.
Cià cià cià.












venerdì 13 luglio 2012

11 NERANO

Spiaggia di Recommone ( Nerano - Sorrento - Terronia - Italia)
Nerano è un'altra perla della costiera amalfitana.
Il paesino è fatto di poche case di pescatori. Tutto il resto è spiagge e mare. 
La prima spiaggia che si incontra è quella dei turisti, dei ricchi, dei suv con cui sono arrivati, delle barche da 20 mt. con cui faranno il giro della costa, dei lettini allineati pieni di bonazze con le tette al vento, dell'aperitivo sotto all'ombrellone, del pranzo al ristorante, del riposino pomeridiano in camera e della serata elegante nei locali alla moda.  
Poi c'è la spiaggia alternativa, quella che per andarci devi camminare 1 km. a piedi tra sentieri immersi in una fitta macchia mediterranea. Quella che mentre cammini con un pesantissimo borsone che ti sega le spalle zeppo di asciugamani, maschere, pinne e colazioni, senti tutti i profumi del mondo, dal Trentino alla Sicilia, e ti diverti a strofinare il mirto tra le dita così come la mentuccia ed il finocchio selvatico; circondato da rarissime piante di "carrube" e tante more selvatiche che se l'è magnate tutte mia moglie ovvero Attila che dove passa lei non cresce più una mora (le abbiamo anche raccolte per farci la marmellata pure noi dobbiamo campare).  
Manca solo di andare a raccogliere il cocco per poi aprirlo con un bel machete come Guendalina all'isola dei famosi o un tagliatore di teste che taglia la testa alla fornero.
La spiaggia alternativa è quella di "Recommone" e la vedete nella prima foto.
Due lettini 10 euro, l'ombrellone è nostro, sulla spiaggia poche persone, mare pulitissimo e magnifico. Così bello che sembra il mare della Sardegna.
Un colpo d'occhio fantastico. Con annesso ed immancabile via vai di barche di lusso pieno di Minetti rifatte e profumate. Alcune hanno anche un cagnolino in braccio.
Tutto il resto è nelle foto.
Abbasso il lavoro, Wiva le ferie.
Il "senso della vita" come direbbe Bonolis.


Nerano

Nerano . spiaggia dei ricchi

Sentiero per la spiaggia dei poveri

Nerano - spiaggia dei ricchi 2

Il nostro ombrellone - il mio posto è sull'asciugamani dietro ai lettini al sole solo come un cane

orto giardino restrostante alla spiaggia di Recommone (quella della 1^ foto)

Spiaggia di Recommone - particolare

Spiaggia di Recommone - vista dal sentiero

Spiaggia di Recommone - vista dal sentiero 2

venerdì 6 luglio 2012

14 POSITANO 2


<-----  segue ----

Arriviamo in spiaggia alle 9.30. Tutta ciottoli e sassolini. Vuota e con le file di ombrelloni ancora chiusi e con il mare che è una tavola che dorme ancora come i turisti stranieri negli alberghi che, forse, stanno appena iniziando a fare colazione.
Li immagino lì nelle loro camere eleganti e con il terrazzino ombreggiato bello fresco.
Ah Positano! Quanto sei magica!

Intanto che scegliamo dove sistemarci veniamo trapassati da intensi odori di spaghetti a vongole, pesce al forno, carne alla brace e pane appena sfornato che si mischia a quello della crema solare della francesina vicina d’ombrellone con le tettine da fuori.
Ci guardiamo negli occhi e, telepaticamente, ci diciamo: “ma i ristoranti come mai cucinano gli spaghetti a vongole alle 9.30 di mattina?” Risposta telepatica “Magari li preparano prima e glieli scongelano a ora di pranzo”. “Al lunch!”. “Secondo me al lunch and anche al dinner”.
La verità è che molti stranieri, ammaliati dai profumi e dai sapori della cucina eccellente, iniziano a pranzare anche alle 10 - 11  di mattina. Li vedi lì, all'ombra della pagliarella della "Buca di Bacco" inforchettare gli spaghetti ai frutti di mare e bere un calice di vino.
Mentre tu sguazzi nell'acqua.
Il bagnino, un anziano ex coltivatore diretto locale con le mani di un cavatore di Carrara, ci apre l’ombrellone e ci sistema i lettini indossando una maglietta sudata con il logo “Lido l’incanto - Positano”. Bianco su blu.
Quella scritta è dappertutto! I lettini, le sdraio, il pergolato, i sassi, la sabbia, il salvagente, la barca di salvataggio, i remi. Anche sullo scontrino fiscale di 37 euro!
Mentre il mio harem stende gli asciugamani sui lettini e tira fuori creme e cremine spettegolando di non so cosa, io osservo la natura circostante e cerco di fissarla nella mente per quant’è bella.
Vorrei portarmi tutto a casa … odori, profumi, sole, mare!
Ma quant’è bella Positano! Che fortuna abitare da queste parti. Ci dovete venire!
Non è “vedi Napoli e poi muori”!. E’ vedi Positano e poi, se vuoi, muori.
Non c’è neanche un italiano, eccetto noi ed il bagnino! 
Neanche un padano, uno del Nord chessò di Bergamo o di Lambrate o del Piemonte ... Nada! Sono tutti stranieri!
Siamo circondati da un intreccio di lingue soave educato signorile profumato leggero silenzioso sorridente sereno appagato solare sobrio distaccato. 

D’un tratto i miei pensieri si fermano: era questa la sensazione che cercavo!
Ho un’illuminazione come quella di Siddharta!
Non cercavo il lusso, l’ostentazione, l’illusione della ricchezza, della vita facile … nooooo!
Avevo semplicemente bisogno di respirare un pò di tranquillità, un giorno senza lamenti.
Avevo solo bisogno di lenire per qualche ora le ferite della vita immergendo anima e corpo in un balsamo rigenerante. Positano!
Ora avevo capito il perché di quel “Positano” che mi tornava in mente da giorni, negli occhi, nel cuore, dappertutto!
Cercavo semplicemente una sensazione di benessere, di pace e di leggerezza.
Ed ora mi sentivo di nuovo leggero!
Ora mi sentivo finalmente a casa!
Molto più di quanto mi senta a casa quando sono a casa!
W la casa! W Positano! W la casa a Positano! 

Ogni piacere è un vizio, perché cercare il piacere è quello che fanno tutti nella vita. 
Ma l’unico vizio orrendo è fare quello che fanno tutti.
(Fernando Pessoa)







lunedì 2 luglio 2012

13 POSITANO


sottotitolo:                                        ... ce piaceno li polli, l'abbacchi e le galline,
                                 perché sò senza spine, nun sò com'er baccalà ...


Vai su gogol e te la schiaffano in faccia in tutto il suo splendore.
I profumi, i sapori, il mare, la gente, il calore, la bellezza, il cibo … bla bla bla bla!

La settimana scorsa siamo andati a Positano a fare il bagno.
Una gita fuori porta. Fantozziana. 
Esci la mattina e torni la sera. Un po’ cafone ma … si può fare!
Arrivi al parcheggio a pagamento di quel Paradiso e ti accoglie San Pietro con tutte le chiavi dei SUV in mano che, per soli 25 euro, ti sistema la tua miserrima 600 tra due magnifici e possenti fuoristrada ancora caldi.

Positano è un dedalo di viuzze strette e, da un certo punto in poi, si va solo a piedi. 
Se salti San Pietro (quello dell'ultimo parcheggio più vicino al mare) per trovare posto devi rifare 20 km di sensi unici! Però, in paradiso, tutto è più bello!
Le stradine per scendere al mare sono un tripudio di colori, pergolati di bouganville, vestiti, locali chic, ceramiche dipinte a mano, facce rilassate e sorridenti come quando ti svegli con il culo di Belen dall’alto e le tette di Cristina dal basso (G.F.), quello che ti fa le scarpe al momento, quello che spreme i limoni appena raccolti per farti la granita, quelli che
Non c’è alcuna invadenza, come si confà ad un luogo d'elite. 
Nessuno si avvicina con il classico “prego ha bisogno di qualcosa?” “no grazie diamo solo uno sguardo” “se ha bisogno chiami pure”.
A Positano, cosa unica al mondo, entri e non ti pensa nessuno.
Puoi anche prelevare un sapone, una bottiglia di limoncello, un vestito stile Positano, un piatto in ceramica di Positano, gli spaghetti a vongole appena serviti al giapponese al ristorante in piazzetta mentre fa le foto ... non se ne accorge nessuno!
C’è così tanta ricchezza nell’aria che i venditori sono sereni, soddisfatti, appagati.
Forse anche un tantinello seccati dalla presenza di tutti quei turisti. 
Magari non vedono l’ora che finisca la stagione estiva per poter ricominciare a vivere la loro beata tranquillità e reimpossessarsi del proprio spazio e del proprio tempo libero per passarlo come gli pare. 
Tipo a vedere i pescatori che ritornano dal mare, la partitina a carte al bar con gli amici o magari, chessò, starsene in casa a contare i soldi racimolati in estate e fare le mazzette di 500 - 200 – 100 – 50 per tenerli ordinati.
E’ divertente, provateci anche voi! 
Si fa così: ogni 100 bigliettoni ci metti un elastico a 2 o 3 giri bello stretto, poi ci avvolgi una fascetta di carta tipo banca al centro (del mazzo), la spilli, poi togli l’elastico e ci scrivi sopra (alla fascetta non all’elastico) 50.000, 20.000, 10.000, 5.000. 
Cioè l’importo. E lo puoi scrivere anche senza il punto.
Libera-mente.
Le mazzette da 20 euro in giù a Positano le banche non le fanno più da anni. 
Prima le mandavano al macero come le arance calabresi.
Ora, da un po', I biglietti da 20 da 10 e da 5 li tengono lì, alla rinfusa, assieme ai saponini profumati a forma di limone in un raffinato cestino di vimini adagiato tra la porta girevole ed il bancomat a disposizione dei clienti.
In omaggio. Come un cadeaux.
Come gli assaggi di cioccolata nelle fabbriche di cioccolata o il bicchierino di limoncello all'ingresso delle fabbriche di limoncello, o la degustazione di vino nelle cantine, gli stuzzichini degli aperitivi o l'oliva nel martini o ...

...... segue ---> ? boh!
Drink!