sabato 25 giugno 2011

21 STASERA ... PESCE








... trafitto da un raggio di sole ...

il pulitore del pesce

la nota ditta venditrice di pesce

ingrandite e gaurdate i nomi dei vari tipi di pesce ... zompa zompa (salta salta)

porta Capuana

signora che sistema il pesce sulla bancarella


domenica 19 giugno 2011

34 DA DA DA



La notte non porta consiglio
a me non ha detto un bel nulla
non è questa la strada, lo sento.
Certe volte conviene dormire
su un letto di nuvole
lontano da chi può farti capire
di aver perso la strada.
Forse sono soltanto bugiardo
forse il cuore ha cambiato gestione.
Converebbe fare una foto
alla pioggia che cade
e smettere di fare il pagliaccio e l’attore.
Chissà dove saranno nascosti
il regista ed il suggeritore!
Ti soffermi sulla replica estiva
il da da da per chi resta a casa
e non ridi proprio per nulla.
Dio non guarda quaggiù dalle stelle
ed infatti anche oggi il cielo
ha di nuovo sbagliato colore
come un servo che senza padrone
non lavora e si mette a giocare.
Allora è meglio fermarsi un momento
prima di riprendere a camminare
dai prendiamoci un altro mojito
e restiamo con i piedi nell’acqua.
Farò tutto quello che vuoi
perché tanto lo so
che anche quest’anno, l’estate,
passerà senza grandi sorprese.


venerdì 17 giugno 2011

5 UN SUV PER TUTTI




Il mondo così com’è non mi piace. Voglio fare la rivoluzione!
La rivoluzione oggi si fa con i SUV e non con la Nissan Micra di Mariolino, la Renault 19 del sottoscritto o quella ancora più scassata di Vitamina.
Oggi, per fare la rivoluzione, non serve più un popolo armato di forconi, ma un esercito di SUV come quello di Giusy che avanzano incolonnati come in autostrada e pieni di modelle.
Io non odio i SUV. E non odio neanche i proprietari dei SUV e le donne che guidano i SUV.

La prossima rivoluzione la faranno i ricchi.
Tutte le rivoluzioni del passato sono sempre fallite perché partivano dalle masse e non dall’individuo, dalla povertà e non dalla ricchezza, dalla rabbia e non dalla gioia.

Il “povero” non può fare la rivoluzione.
Il “povero” non può fare proprio nulla perché è troppo impegnato a pensare a come procurarsi il pane ed il companatico. Deve pensare alla casa, ai bambini, ai vestiti, a comprare le medicine, ai vecchi, ad andare a votare Berlusconi, a lavorare notte e giorno e, spesso, non riesce neanche a farle queste piccole cose.
Il “povero” passa tutta la vita a desiderare un SUV o a fare sempre bunga bunga.
Per il “povero” evitare il lavoro e la fatica equivale a morire, a suicidarsi.
Non ha tempo per vivere. E troppo impegnato a sopravvivere.

Solo quando sei molto ricco, solo quando possiedi tutto quello che si può possedere magari anche a tua insaputa come Scajola, puoi cominciare a percepire e ad interessarti al vuoto interiore.
Il vuoto interiore lo si comincia a percepire solo quando si è riempito il vuoto esteriore.
A pancia piena si ragiona meglio. Con una casa vista Colosseo si ragiona ancora meglio.
A pancia piena si può riflettere con calma, si può diventare “consapevoli” del mondo che ci circonda e di se stessi, sviluppare la propria interiorità, coltivare l’amore, guardare le eclissi, i film porno, le albe, le excort, i tramonti, non fare nulla, divertirsi, sognare, volare, gioire, bunga.

Quando si sperimenta la ricchezza ed il benessere, prima o poi si diventa tutti come Siddharta o San Francesco. Siddharta e San Francesco provenivano entrambi da famiglie molto ricche.
Avevano tutti e due la casa in centro di 300 mq appena ristrutturata vista mare, Tevere e Paradiso.
Avevano tanti SUV con cui salire sulle vette più alte da cui buttarsi giù in deltaplano per vedere di nascosto l’effetto che fa. Avevano tanti SUV per fare “le discese ardite e le risalite su nel cielo aperto e poi giù il deserto e poi ancora in alto con un grande salto…”!
Io vorrei che i SUV li avessero tutti e che il mondo fosse più ricco di quanto lo sia adesso.
Sogno un’umanità completamente libera dal lavoro con tutto il tempo a disposizione da dedicare a sviluppare il proprio senso estetico ed artistico, a rilassarsi ed a non fare nulla.

Ma, così come stiamo, in questo abnorme squilibrio tra ricchi e poveri, il mio sogno è autentica follia. Con 7,5 miliardi circa di persone troppo occupate a sopravvivere, a tirare a campare, ad essere schiavi di qualche padrone …. tutto ciò che ho detto è una follia.
Le persone veramente più ricche del mondo sono quelle che hanno una grande sensibilità, un grande cuore. Come Mariolino.
Perché straripano di vita, di gioia di vivere e sono contagiose, molto contagiose!
Anche se a volte sembra che vogliano morire
L’ultimo referendum del 12 e 13 giugno 2011, che ha visto una grande partecipazione di italiani al voto, è la prova provata che anche il popolo dei blog comincia a contare qualcosa.
Internet è una gran cosa.
Fino a ieri i tiranni impartivano i loro ordini ai sudditi attraverso la tv, propinando informazioni false e condizionandone completamente il cervello.
Oggi, con internet, c’è finalmente la possibilità di comunicare, di dialogare, di contagiare gli altri, di farsi sentire. Si può finalmente partire dal basso. Alla Beppe Grillo.
Si può finalmente cominciare a pensare di trasformare questa schifezza di “democrazia rappresentativa” (una fabbrica di ladri) in una democrazia “partecipativa” in cui cioè, come è successo nel referendum, tutti possono dire “direttamente” come la pensano.
Siamo solo agli inizi della rivoluzione.  Tra qualche secolo ne vedremo delle belle.
Il tempo è galantuomo!
E non chiedetemi come si fa a diventare ricchi!  Questa è un’altra storia!

domenica 12 giugno 2011

17 LA FOLLA



La gente ama stare nella folla perché nella folla diluisce tutto e magari può anche dimenticare se stessa e la propria infelicità e/o inferiorità.

La gente non lascia mai la folla. Ogni occasione è buona per stare tra la folla.

In mezzo alla folla a fare lo struscio tra la gente alla festa del santo patrono, in mezzo alla folla allo stadio a fare il tifo per la “propria” squadra, in mezzo alla folla in Chiesa alla messa di mezzogiorno, in mezzo alla folla al centro commerciale il sabato sera, in mezzo a tutti gli altri stolti in ghingheri, ognuno convinto di essere migliore degli altri, ognuno occupato a vantare i propri meriti, ognuno sostenuto da altri stolti.
 Senza neanche essere padroni di se stessi, tutti vantano le loro proprietà.

La mia nazione, la mia squadra, la mia religione, la mia razza, la mia ricchezza, la mia famiglia, il mio cane, i miei figli, i miei genitori. Tutto “mio”.

Anche se poi ce ne andiamo senza portarci nulla così come siamo venuti a questo mondo a mani vuote. Che follia la folla.

Nessuno vuole uscire dalla folla. Quando qualcuno esce dalla folla è solo un’impressione. Alla fine scopri che usciva da una folla per entrare in un’altra. Tutti fuggono da una prigione per entrare in un’altra.

Perché proprio non ce la fanno a vivere soli.

Tu vorresti parlare dell’esistenza, dei pianeti, dell’animo umano e dell’anima, di chi siamo e dove andiamo e non solo della campagna acquisti del Napoli e del culo della collega che tanto non te la  dà manco se la paghi con uno stipendio intero. Lei ne vuole almeno 2.

Anche il collega che ho in ufficio proprio non ce la fa a stare da solo. Dopo massimo 10 minuti di silenzio comincia a fremere. Spegne e riaccende il pc, apre e chiude la finestra, regola per l’ennesima volta il termostato del condizionatore, fa la punta alla matita che ormai non si usa più, poi pulisce la tastiera, lucida il monitor con lo spray ed ogni tanto mi guarda per capire cosa faccio e perché non parlo. Allora telefona alla moglie e le fa una cazziata. Poi telefona al collega nella stanza di fronte per chiedergli se è tutto a posto. Poi riprende a leggere per la seconda volta i giornali gratuiti “leggo” e “city” e si sofferma sulla pagina di cronaca commentando l’omicidio di tizio o lo strangolamento di caia e mi chiede se ho visto “chi l'ha visto?” speranzoso in un mio commento. Poi comincia a mangiarsi le unghie e diventa sempre più irritato. Allora si alza e va al cesso e lì, per fortuna, incontra qualcuno con cui scambiare due chiacchiere e rientra, finalmente, rasserenato.

Poi, preso il coraggio a  due mani, mi si avvicina e fa “tutto bene?” ed io rispondo con un sorriso “benissimo, grazie”.

Ecco. Ora siamo di nuovo in due.

mercoledì 8 giugno 2011

34 S.U.V. 2 - DONNE CHE GUIDANO IL SUV

LE DONNE CHE GUIDANO I SUV




Le donne con il SUV ce l’hanno di platino; a volte, pure, tempestata di diamanti.
Normotipo stivale sado-maso con tacco 12, reggiseno push-up che fa scoppiare un seno taglia prima dalla scollatura della giacca strizzata spezza respiro; hanno i capelli o neri o biondi, senza mezze misure.
Le donne dei guidatori di SUV non spacciano droga.
La fanno spacciare ai mariti. Loro contano solo i soldi a fine giornata.
A volte non hanno tempo perché devono andare a prendere l’aperitivo con le amiche in centro per far vedere il SUV ed allora li contano direttamente nel SUV.
E, a seconda dell’incasso, si concedono al loro uomo. E fanno anche la cresta.
Ora, però, la crisi si fa sentire in tutti i settori ed alcuni killer sono costretti a fare il doppio lavoro per portare a casa i soldi che non bastano mai. Ormai 2 o 3 SUV in casa più la SMART al figlio e qualche motorino nel box sono una bella spesa.
Un tempo facevano mezza giornata e, dopo aver ammazzato la vittima, potevano ritirarsi a casa per rilassarsi un po’ a vedere la tv al plasma da 52 pollici e magari, dopo la solita teglia di pasta al forno provola e polpettine presa in rosticceria, ci usciva anche un po’ di sesso come da regolamento.
Adesso, invece, di giorno killer, la sera spacciatori. A nero.
Ora lavorano anche le donne. Che tempi.
Loro devono andare a fare shopping per riempire la macchina di buste di Louis Vuitton, Alviero Martini, Dolce e Gabbana e Gucci.
A parte Giusy che fa la modellista ed usa il SUV solo come trasporto modelle.
Le donne dei guidatori di SUV che guidano il SUV non sono donne. Sono maschi.
Veri e propri gladiatori, galli da combattimento pronti a farsi rispettare ed a urlare al mondo intero che loro ci sono.
Le donne dei guidatori di SUV che guidano il SUV c’hanno la faccia incazzata, sigaretta tra le mani, guidano meglio dei mariti e, se al semaforo vedono un altro SUV più grande del loro, gli suonano il clacson come complimento.
Le donne con il SUV non dimenticano i loro bambini nella macchina per 5 ore facendoli crepare senz’aria come fanno alcuni mariti negli ultimi tempi.
Loro li chiudono ben bene nel SUV, li legano alle poltroncine e sparano a palla l’aria condizionata lasciando il motore acceso sul marciapiede in seconda fila. Così non muoiono al sole e stanno belli freschi.
Le donne dei guidatori del SUV vanno a votare al referendum con il SUV.
La domenica mattina arrivano sparate nel cortile della scuola elementare frenando come un meccanico che prova i  freni ed alzando una nube di polvere direttamente negli occhi della Benemerita che sorride compiaciuta e saluta con rispetto.
Le donne dei guidatori del SUV votano no al referendum tranne la moglie del prof. di ingegneria nucleare che ha appena finito di spiegare al mondo che le scorie nucleari non fanno male ma anzi, usate bene, possono essere un ottimo concime.
A me piacciono le donne dei guidatori di SUV del Sud Italia perché hanno tra la terza coppa c e la quarta coppa d e quando si fermano al semaforo ne approfittano per aprire la busta e dare una sbirciata al tanga leopardato appena acquistato pregustando il momento in cui lo indosseranno facendo andare in tilt il cervello del proprio uomo per convincerlo a cambiare quel fetente di Nissan Qashqai  in un più performante BMW XDrive 28i.
Le donne con il SUV pretendono sempre la precedenza.
Le donne con il SUV non fanno niente di male e, anche se a volte sembrano un po’ zoccole, si limitano solo a non vedere e a non rispettare la segnaletica stradale che per loro non esiste. Hanno altro per la testa. Loro.



lunedì 6 giugno 2011

22 S.U.V.


A spacciar droga si campa bene. C’hanno tutti il SUV. Bello. Ora va molto il bianco tipo quello  dei tassisti. Bellissimo. Quando arrivo al semaforo, negli ultimi tempi, mi si accosta sempre un SUV bianco fiammante fresco di autolavaggio e luccicante come quando i fiorai ti spruzzano il lucido fogliare per lucidarti il mazzo (di fiori). Lo capisco però sempre dopo quando scatta il verde e lo vedo sfrecciare impavido sotto gli occhi dei carabinieri che gli fanno l’applauso. Sì perché quando sono fermo al semaforo in attesa che scatti il verde, non sempre mi rendo conto che quello che mi si accosta è un SUV; di primo acchito lo prendo per un camion perché dalla mia Renault 19 si vede solo la ruota del SUV con il battistrada in primo piano nuovo di zecca con tutti i pelucchi ancora attaccati come quando hai appena ritirato la macchina nuova dal concessionario. 
Il SUV, in genere, sta sopra alla ruota. Ma devi saperlo. Altrimenti potresti pensare che lo pneumatico si sia fermato da solo al semaforo!
L’altra volta tornavamo io e mia moglie dal vivaista con la vecchia Renault 19 piena di piantine di iris e peonie e tante buste di terra perché volevo fare il balcone bello come il giardino di Vitamina e ci fermiamo al semaforo. A Napoli, quando ti fermi al semaforo, ti spernacchiano con il clacson per farti capire che non devi fermarti ma, dal momento che quello era uno di quei semafori con la telecamera che poi ti mandano la multa a casa, allora si fermano anche i camorristi.
Quel sabato avevamo deciso di fare pasta e piselli a pranzo e mia moglie, per guadagnare tempo, s'era messa a sbucciare disinvoltamente i piselli freschi mettendo i baccelli in una busta a terra ed i piselli in un’altra in grembo.
Ora immaginate il poveretto che si avvicina per venderci i fazzolettini e vede il finestrino lato guida bloccato col cacciavite perchè non funzionante da una vita, mia moglie che sbuccia i piselli, il sedile posteriore zeppo di piante e di buste di terra e di altre buste piene di carta e cartoni per la differenziata e di altre due buste con gli indumenti da donare ai poveri. Il tutto mentre un cane randagio alzava la gambetta e faceva pipì sulla ruota di dietro. Ci avrà preso per poveracci;  non ha insistito neanche un attimo e ci ha congedati lasciandoci andare con un sorriso riservato, in genere, ai compagni di sventura dicendo “scusa amico niente vai amico ciao amico”.
Ma torniamo ai SUV.
Io, per invidiarli per bene, questi guidatori di SUV - perché a me le cose piace farle per bene - me li “studio” quando sono a piedi. A volte scendo da casa con qualche scusa e vado a qualche semaforo dove non mi conoscono. Mi siedo sul marciapiede e faccio finta di contrattare l’acquisto di un pacco di fazzolettini con il poveretto che sta lì dalla mattina alla sera. Ormai li conosco tutti e loro conoscono me. Joy l’altra volta mi voleva offrire il pacchetto di fazzolettini con stampato “Forza Napoli” ed ho dovuto insistere per fargli prendere i 50 centesimi. Poi ho comprato anche il parasole per la macchina.
Nell’ora di punta ne passano parecchi di SUV. Puoi vederli tutti. E puoi studiare bene chi ci sta dentro. Con calma. Li riconosci. Hanno le ascelle sudate e puzzolenti con quell’odore acre da autobus affollato uniformemente distribuito nell’abitacolo da 30 mq. dal getto gelido del condizionatore da 12.000 btu. Hanno la faccia grassa ed abbronzata di lampada come i camorristi alla moda, fumano, si grattano le palle e si infilano le dita nel naso.
Come fanno tutti, direte voi! Si però a loro si vede di più perché il SUV è più alto delle macchine normali e non è da tutti grattarsi le palle, mettersi le dita nel naso, fare le caccole e mangiarsele con avidità mentre con l’altra mano parli al cellulare e dai un ceffone a quel piccolo camorrista di tuo figlio che sta provando la pistola sul sedile posteriore e sogna di diventare in fretta grande come il papà e che non si vede bene perché il finestrino è oscurato e non si vede un cazzo.
Ormai faccio come i pensionati che stanno tutto il giorno a vedere i lavori in corso dando consigli agli operai prima di andare a giocare a bocce.
Il guidatore del SUV, quando scatta il verde, fa la classica sgommata da SUV e sorpassa tutti  girando il volante con il solo mignolo (usato fino ad un secondo prima per estrarre il tappo di cerume dall’orecchio sx alla Napoleone) grazie al modernissimo super servosterzo che fa girare le mega ruote della nave come fossero piume mentre stuoli di fanciulle si girano giulive al passaggio e, ammiccanti, sorridono guardando il SUV, ma senza farsi vedere, speranzose di poterci salire loro la prossima volta su uno di quei SUV
Ma, sulle donne dei guidatori di SUV quando guidano il SUV, parlerò la prossima volta. 
Perché meritano. Sì che meritano.




To be continued (forse)

mercoledì 1 giugno 2011

15 BUCATO





a gentile richiesta
Con una mano tiene fermo sul filo
il bavaglio colorato del figlio
e con l’altra, senza neanche girarsi,
pesca subito un’altra molletta
ed aggancia con gesto sicuro.

Come ruota ed inarca per bene
quel suo busto perfetto!

con il pargolo attaccato alla gonna
che gorgheggia e prova la voce.
Lei si muove con passo felpato
si china e prende qualcosa
sinuosa stende altro bucato
e per farlo si sporge al balcone
deliziosa e ancor giovane mamma.
Alla ferrea e fortunata ringhiera
appoggiando quel florido petto
che sembra proprio voglia scoppiare
incontenibile e rigonfio di latte
tra la stoffa elastica e tesa
di una eterea e sottile maglietta.
Che incantevoli seni perfetti
ondeggianti e danzanti ogni volta
alla stesa di un altro lenzuolo
provocando una magnifica scossa
alla corda dei panni ed a tutto il balcone.

Dondolando graziosi e possenti
vibrazioni che si allargano
come cerchi nell’acqua
spezzando il filo sottile
dei miei folli pensieri.
Basta un morbido seno di donna
Per fare tremare le stelle.
Drink!